Covid in città: i positivi salgono a cinque

Pupillo: sei persone sono in quarantena. Appello ad usare le mascherine e a rispettare le distanze
LANCIANO. «Abbiamo cinque casi Covid positivi e sei persone in quarantena. Con un occhio monitoriamo i rientri dall’estero e con l’altro controlliamo il microfocolaio che si è aperto in città che coinvolge, per ora, due nuclei familiari. Attendiamo le indicazioni della Asl che sta ricostruendo le catene dei contatti dei positivi. Il virus non è scomparso: indossiamo la mascherina e rispettiamo il distanziamento». È il sindaco Mario Pupillo a chiedere alla città di non abbassare la guardia sul fronte Covid 19 che è tornato a circolare dopo oltre un mese e mezzo di contagi zero. Fino a metà giugno i contagiati erano stati 89, quasi 200 le persone in quarantena e purtroppo 9 i decessi. L’età media dei pazienti positivi è stata di 55 anni e mezzo con la paziente più piccola di 11 anni. C’è stata una distribuzione equa tra i contagiati, tra uomini e donne e su tutto il territorio. «Ora con questi 5 casi l’età media è leggermente salita e non abbiamo una equa distribuzione di genere: sono 4 donne infette e un uomo. Di questi solo una donna 61enne è ricoverata in ospedale, gli altri sono in isolamento domiciliare». Mentre si tiene d’occhio il Covid non si placano le polemiche sulla seconda tac che la Asl aveva acquistato per Lanciano ma che il direttore generale Thomas Schael, dopo le polemiche con Pupillo sul fatto che il macchinario era usato, ha dirottato a Vasto. Qui un apparecchio nuovo è stato già montato nei mesi scorsi. Attacchi al sindaco arrivano dai consiglieri di Fratelli D’Italia Paolo Bomba, Gabriele Di Bucchianico e Roberto Gargarella. «Il sindaco batte i pugni sulla tac “usata”, ma fa solo propaganda politica», affermano i consiglieri, «invece di comportarsi da primo cittadino, sta indossando la casacca del Pd e vuole fare la guerra alla Asl ed alla Regione. A rimetterci però sono i cittadini che per i suoi capricci non potranno usufruire della tac che ora sarà istallata a Vasto, dove invece è stata accettata di buon grado in attesa che arrivino i fondi della Regione per fare ulteriori investimenti». Per il gruppo di Fratelli d’Italia in città si sta assistendo ad «una polemica sterile» e non si capisce l’atteggiamento del sindaco «che si batte perché la Regione redarguisca un manager che di fatto aveva pensato di dotare l’ospedale Renzetti di uno strumento diagnostico importante e non di privarlo di qualcosa. Non esiste una logica in tutto questo». (t.d.r.)
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