Cozzolino svela i patti coi rom sullo spaccio

8 Giugno 2015

Il collaboratore di giustizia sarà ascoltato il 15 giugno in videoconferenza nel processo Adriatico

VASTO. Rivelazioni da brividi quelle fatte due anni fa dal collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino. Racconti che eravamo abituati a vedere in tivù o al cinema e che all'improvviso sono diventate realtà. Sono 81 le persone finite in giudizio al termine della maxi operazione Adriatico, scaturita dalle confessioni proprio di Cozzolino. L’uomo che ha svelato il patto con i rom per la gestione del traffico della droga dalla Campania all'Abruzzo, sarà ascoltato in video-conferenza il 15 giugno prossimo nel corso di un'udienza straordinaria che si terrà per motivi logistici e di sicurezza nell'aula del tribunale di Pescara. Con un altro collegamento sarà ascoltata anche la moglie, Italia Belsole. Tanta l’attesa e anche la curiosità.

Sono in molti a chiedersi se Cozzolino ripeterà le inquietanti rivelazioni fatte nel 2013 e ritenute attendibili dagli investigatori. Cozzolino è arrivato ad accusarsi dell’omicidio del suocero. E forse fu proprio quel cruento episodio a portare l’ex capoclan a Gissi. Il collaboratore di giustizia non ha esitato ad accusare i familiari. Ha rivelato la presenza di un clan che dal 2011 fu impegnato a finanziare le proprie casse e i collegamenti con l’Olanda e l’Albania. Accuse che un esercito di avvocati sta contestando. Trentuno accusati finirono anche in carcere. La maxi operazione venne coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. In città risuonano ancora le parole pronunciate del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, subito dopo il blitz. «L’Abruzzo deve stare attento, è appetibile alle mafie. Altro che terra felice e immune dagli attacchi malavitosi». Il processo in corso è firmato dal procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, i sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, oltre che dal sostituto procuratore di Vasto, Giancarlo Ciani. Le accuse contestate a 31 imputati sono: “associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti”. (p.c.)

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