Crac Paglione, anche Milia deve riavere soldi

Fallimento da 30 milioni di Auto In, il giudice ammette 88 creditori tra cui gli avvocati dell’imprenditore delle Porsche
CHIETI. Bussano a quattrini 94 creditori, il giudice ne ammette 88. Tra questi anche i tre avvocati, Giuliano Milia, Marco Femminella e Remo Di Giacomo, che hanno assistito l’ex re delle concessionarie d’auto durante le vicissitudini societarie. Sono sei quelle fallite che fanno capo a Gianni Paglione.
Ieri mattina, davanti al giudice delegato Nicola Valletta, è andata in scena la prima udienza d’ammissione al passivo o verifica dei crediti della società Auto In, con sede legale a San Giovanni Teatino e concessionarie Porsche a Firenze e Arezzo, attualmente affittate da altra società che invece fa capo all’industriale pescarese Mauro Angelucci della Oma Group di Torre de’ Passeri. Giudice e curatori del fallimento, ieri, hanno valutato le 94 istanze presentate un mese fa al tribunale di Chieti per un totale di 5 milioni di crediti vantati. Tecnicamente si chiama “esame delle istanze tempestive” che, oltre ai tre avvocati, ha riguardato Equitalia, i dipendenti dell’Auto In e altri professionisti dei quali Paglione si è servito. Ma di udienze, che in questo secondo caso sono definite “tardive”, ne seguiranno altre anche perché mancano ancora all’appello due grosse banche creditrici, Mps, per 10 milioni e Unicredit, per 12, e la stessa Porsche, per la parte più consistente del passivo la cui entità totale sfiora i 30 milioni di euro.
E’ il primo atto di una procedura che prevede ancora l’inventario dei beni e dei crediti di Auto In che sarà eseguito dai curatori Pierluigi Pennetta, avvocato, e Nicla Corvacchiola, commercialista. Ma sarà il giudice Valletta a decidere infine le sorti della società fallita che potrà andare in liquidazione, con la vendita all’asta, oppure, ed è l’epilogo più probabile, essere ammessa a un cosiddetto concordato fallimentare che vedrà certamente protagonista per continuità l’attuale affittuario Angelucci, ex presidente di Confindustria Abruzzo. Questi infatti dovrebbe chiudere il fallimento attraverso proposte ai creditori, diventando così il nuovo proprietario delle concessionarie di supercar create da Paglione.
Ma i fallimenti, si diceva, sono saliti a sei. Dopo il primo, sentenziato a giugno di Auto In, chiesto dallo stesso Paglione, infatti, si sono aggiunte le società Audi Zentrum Abruzzo, Autoimport Abruzzo, Marche Motori, con sede legale a San Giovanni Teatino, e le più piccole Gp Cars e Luzi Senigallia, in questo caso su istanze di creditori, tra cui compare la Carichieti, per un passivo totale superiore ai 170 milioni di euro. A febbraio ci sarà l’udienza per la verifica dei crediti delle prime tre società. Ma non si escludono nuove istanze di fallimento.

