Crepe a sinistra: Sel e Rifondazione sbattono la porta
La riunione con il Pd, l’Idv, Sablone, Di Monte e Giardinelli finisce con la rottura. E spunta un piano per spaccare Fi
CHIETI. E se candidassimo direttamente Di Primio? Qualcuno, tra Rifondazione e Sel, l’avrà anche pensato, ieri sera, alla riunione del centrosinistra allo Scalo, prima si alzarsi e sbattere la porta senza salutare i compagni. Il Pd resta orfano di due alleati che, presto, anzi prestissimo, potrebbero diventare tre o quattro. Tra lo stare in compagnia di ex cuculliani (Marco Marino) e transfughi dell’ultimora (leggi Gianni Di Labio e Di Fabrizio’s boys), hanno scelto la coerenza. Enrico Raimondi, eletto portavoce, lo dichiara prima e dopo la riunione da “Divorzio all’Italiana”. L’Idv e Roberto Di Monte restano tra color che sono sospesi. Anche se il secondo ha fatto una chiara dichiarazione di voto anti-Di Labio e Paolo Sablone, presenti all’incontro. Con Alessandro Giardinelli, candidato e spettatore, il Pd di Zappalorto, Di Filippo, Ricci e Alessio Di Iorio, non fa passi indietro sul terzetto Febo-Marino-Iacobitti da schierare alle primarie del 14 dicembre. Andrà alla guerra senza fanti, o senza pedoni visto che parliamo di una partita a scacchi. Salvo sorprese. Tipo l’arrivo a Chieti, nelle prossime ore, di big Luciano, appena si sarà ripreso dal voltastomaco da Cavour. Passiamo sull’altro fronte dove le malelingue mettono in giro, in queste ore, strane voci di accordi romani che avrebbero già fatto fuori Pagano, per piazzare Febbo al suo posto e spianare a Di Primio l’autostrada della ricandidatura. Fantapolitica appunto, dicono dai piani alti di Fi. O guastatori che puntano a rompere l’asse di ferro Febbo-Di Stefano. Che invece, sempre più solido, va verso una nuova riunione in chiave primarie.

