Crepe e buche: il penultimo caso in via Gran Sasso
L’ultimo smottamento in città ha riguardato via Gran Sasso dove sono in corso indagini tecniche sulla stabilità del viadotto interessato da due avvallamenti, crepe sull’asfalto, una voragine e con il...
L’ultimo smottamento in città ha riguardato via Gran Sasso dove sono in corso indagini tecniche sulla stabilità del viadotto interessato da due avvallamenti, crepe sull’asfalto, una voragine e con il percorso pedonale chiuso ormai da 7 mesi per problemi strutturali con la ringhiera spezzata. Sul viadotto malmesso il Centro ha pubblicato un servizio nei giorni scorsi. Sulla vicenda toccherà al sindaco Umberto Di Primio e all’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice fornire una risposta in consiglio comunale visto che il M5S ha presentato una interrogazione. Ma non è soltanto il viadotto a creare apprensione: il cavalcavia si trova alla base di una collina che, secondo i rilievi dei tecnici chiamati dai residenti dei condomini della zona, scivola lentamente verso valle. Lungo la vicina via Don Minzoni, un palazzo di 9 piani è stato sgomberato mentre, in via Fonte Vecchia, sono almeno altri 6 i fabbricati che devono fare i conti con le crepe sui muri. Nell’analisi dell’ingegnere Giuseppe Matricardi, incaricato dai residenti del Panoramico di studiare il dissesto in corso, si parla di «precaria situazione di stabilità del versante collinare» e si dice che il dissesto a monte si vede proprio in via Gran Sasso: all’altezza del civico 126 c’è un avvallamento della strada che si ripresenta dopo ogni intervento di riparazione e, secondo l’ingegnere, quel cedimento sarebbe «un segno evidente» dello «scivolamento» della collina.

