Crisi e stangata sulle bollette: sostegno per altre 136 famiglie

12 Maggio 2022

Da inizio anno impennata di teatini che si rivolgono alla Caritas: chiedono alimenti e aiuti per le spese Situazioni difficili anche tra persone “insospettabili”, la coordinatrice Menna: «Sono i nuovi poveri»

CHIETI . Da inizio anno 136 nuove famiglie si sono rivolte alla Caritas diocesana Chieti Vasto. È l’effetto della stangata sulle bollette, spese che hanno messo a dura prova molti teatini già colpiti dalla crisi generale causata dalla pandemia. Le richieste di aiuto hanno subito un’impennata vertiginosa in città, come dimostra il dato fornito dalla stessa Caritas ed aggiornato al 9 maggio.
L’ANALISI
Le nuove richieste di aiuto si aggiungono alle già 400 persone circa che venivano assistite fino al termine dell’anno passato. I dati potrebbero essere ancora più alti, considerato che questi tengono conto del centro di ascolto diocesano ma non degli aiuti che offrono le varie parrocchie. Ad ogni modo, il 61 per cento delle famiglie in cerca di aiuto sono italiane, il 3 per cento sono ucraine, poi ce ne sono ulteriori che arrivano da diversi Paesi.
IL PARAGONE
Nel corso del 2021 sono stati complessivamente 1.600 i teatini che si sono rivolti alla Caritas diocesana, duecento in più rispetto all’anno precedente. Ecco perché le 136 richieste di aiuto arrivate in poco più di quattro mesi rappresentano un dato altissimo. «Purtroppo l’emergenza continua», afferma la coordinatrice Stefania Menna della Caritas diretta da don Luca Corazzari, «alla situazione legata al Covid che sembrerebbe normalizzarsi, si è aggiunta la guerra in Ucraina, con tutte le ripercussioni che comporta».
GLI AIUTI
Le misure di sostegno alle persone in difficoltà si concentrano su diversi aspetti, ma le famiglie teatine chiedono principalmente pacchi alimentari e pagamento di bollette e affitti. L’aumento delle spese a cui far fronte, infatti, ha messo in ginocchio molte di loro: «Solitamente», spiega la coordinatrice della Caritas, «per una questione educativa paghiamo solo una parte della bolletta. Alla restante quota deve pensarci l’utente». Ma stavolta è diverso: le importanti spese si trasformano per molti in impossibilità a contribuire, anche in minima parte. Per il resto, la Caritas fornisce il proprio aiuto attraverso i farmaci, in caso di necessità, e c’è anche il dormitorio a disposizione.
GLI UCRAINI
A proposito di dormitorio, questo ovviamente può essere usufruito anche dai profughi ucraini. «Al momento ne abbiamo aiutato una decina, chiedono assistenza primaria, vestiti e alimenti», dice la coordinatrice Menna. «C’è tuttavia una rete strutturata sul territorio per cui il nostro impegno in questo caso risulta meno gravoso».
I NUOVI POVERI
La realtà con cui molti devono fare i conti in questo periodo si evince anche dalla fetta di popolazione che si rivolge alla Caritas. Non solo famiglie in difficoltà, ma anche persone che non sembrerebbero avere problemi di questo genere. «Facendo dei colloqui approfonditi, anche in quelle realtà che sembrerebbero lontane da una situazione di disagio si scoprono delle criticità», aggiunge la coordinatrice Menna. «Queste tipologie di nuclei familiari sono in aumento. Sono quelli che solitamente definiamo i nuovi poveri».
LA RETE
La Caritas diocesana vede una rete che coinvolge venti volontari, poi ci sono le varie parrocchie cittadine e degli altri comuni della stessa diocesi che fanno anche questo tipo di attività. Un sistema di aiuti consolidato per fornire un contributo alle persone che sempre più spesso necessitano di assistenza.
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