Crisi idrica, appello di Sasi e sindaci: servono 30 milioni

30 Agosto 2019

LANCIANO. Un «tavolo tecnico» per discutere i problemi della carenza idrica nel Vastese che si ripercuote anche nel Sangro-Aventino con comuni che restano senz’acqua per ore e ore, tutti i giorni. È...

LANCIANO. Un «tavolo tecnico» per discutere i problemi della carenza idrica nel Vastese che si ripercuote anche nel Sangro-Aventino con comuni che restano senz’acqua per ore e ore, tutti i giorni. È quanto chiedono il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, i Comuni di Lanciano e Ortona, Vasto, San Salvo, Gissi, San Buono e Furci che più di tutti soffrono per la mancanza di acqua. Alla richiesta si aggiungono anche Atessa e Fossacesia, in rappresentanza del Comitato per la tutela e valorizzazione del Territorio Sangro-Aventino-Frentano che riunisce 47 Comuni. La lettera è stata inviata al presidente della giunta regionale Marco Marsilio, al presidente e direttore generale dell’Ersi Abruzzo Daniela Valenza, ai ministri di Economia e Ambiente e a tutti i parlamentari abruzzesi. Un tavolo su cui dovrebbe arrivare l’esasperazione del territorio, dei cittadini, soprattutto vastesi, che sono arrivati anche a manifestare sotto la Sasi tramite il comitato Arcobaleno e ad avviare una class action contro la Sasi. E c’è anche l’esasperazione di Altino, Atessa, Paglieta, Casoli e del versante est, tutti costretti a subire razionamenti continui.
In teoria, la soluzione ci sarebbe: avere i 30 milioni di euro necessari per costruire la nuova linea Casoli-Scerni e il potabilizzatore da mettere o alla diga di Chiauci o ad Altino. «Il territorio risente fortemente della carenza idrica soprattutto nei mesi estivi», recita la lettera, «in quasi tutti i Comuni viene effettuato il razionamento con chiusure notturne, invece la situazione è emergenziale nell’area Vastese in cui l’erogazione della risorsa è garantita soltanto per poche ore in estate e razionata anche in inverno. Tale quadro non deriva dall’assenza di risorsa quanto da problematiche di trasporto e vetustà delle infrastrutture, nonché dal mancato potenziamento di altre fonti di alimentazione dell’area». Da qui la richiesta di investimenti e fondi. «Capisco la rabbia dei cittadini», dice Basterebbe, «che subiscono da tempo la sospensione della fornitura con le prevedibili conseguenze, specie nei mesi estivi, stiamo lavorando e facendo tutto il possibile per contenere i disagi, molti dei quali sono purtroppo inevitabili se non si procedono a interventi davvero risolutivi. E proprio per risolverli abbiamo chiesto un tavolo tecnico. Mi auguro sia la volta buona». (t.d.r.)