Crisi idrica, scatta il piano d’emergenza

18 Luglio 2015

Dall’invaso di Chiauci assicurati rifornimenti fino a Ferragosto. Il commissario Annibali chiede collaborazione agli enti

VASTO. È stato approvato ieri mattina un piano d’emergenza per affrontare la crisi idrica nel Vastese. L’acqua contenuta dall’invaso di Chiauci, in Molise, è sufficiente fino a Ferragosto. Enti e istituzioni riunite nella sede del Genio civile di Chieti hanno concordato un piano per cercare di avere acqua fino al 31 agosto. «È necessaria la collaborazione di tutti, ciascuno per quanto di propria competenza», ha detto il commissario del Consorzio di bonifica sud, Sandro Annibali. «È bene, tuttavia, tenere presente che la diga è ancora un cantiere aperto. Ha dato e darà una grossa mano al territorio ma non è la panacea di tutti i problemi idrici», ha ricordato Annibali. Fra una settimana il commissario incontrerà i sindaci di Vasto e San Salvo, Vincenzo Sputore e Tiziana Magnacca per fare il punto della situazione e programmare il periodo. Ricordata la priorità del consumo umano, in caso di necessità, le industrie, come avvenne nel 2012 potrebbero essere servite con il riutilizzo delle acque trattate per uso industriale. Nel frattempo gli operai del Consorzio stanno lavorando a pieno regime per sanare l’adduttrice scoppiata a Fresagrandinaria e ridare acqua al territorio già lunedì. Vietato ovviamente l’uso dell’acqua potabile per il lavaggio di auto o altre attività che non abbiano attinenza con il consumo umano. Fra qualche giorno è prevista anche una riunione del commissario Annibali con le organizzazioni sindacali degli agricoltori. Dopo Copagri ieri ha protestato anche la Cia.

IL PUNTO AL TERMINE DELLA RIUNIONE. L’emergenza c’è, ma può essere gestita con la collaborazione di tutti gli enti interessati. È quanto deciso ieri mattina al termine del summit tecnico che si è tenuto a Chieti per gestire l’erogazione nelle prossime settimane. La rottura all’adduttrice all’altezza di Fresagradianaria ha complicato ulteriormente la situazione. «Tecnici e operai hanno agito con urgenza e lunedì torneremo a dare l’acqua della diga alla riviera e alle aziende. Non va dimenticato, tuttavia, che la diga è ancora un cantiere e non può essere riempita arrivando a 14 milioni di metri cubi. Fino a poche settimane fa conteneva 4 milioni. Visto il periodo con l’acqua a disposizione si arriverà a metà agosto. Con qualche sacrificio in più si può arrivare al 31 agosto. Dopodichè bisogna sperare che la pioggia ci ridia l’elemento naturale. Va ricordato che l’acqua va divisa con il Molise che non ha intenzione di rinunciare al servizio.

LE INDUSTRIE. Nel 2012 fu Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, a firmare un’ordinanza che, nonostante il no della Provincia di Campobasso, Coasiv e Coniv disponeva di dirottare l’acqua proveniente dall’impianto di Montenero di Bisaccia verso le industrie di Piana Sant’Angelo, Pilkington in particolare. È probabile che si renda necessaria la stessa decisione. Così facendo saranno recuperati 70 litri al secondo che permetteranno di far fronte a quella che si annuncia in caso contrario come una vera e propria crisi igienico sanitaria. L’esaurimento delle scorte a disposizione impone rigore a Sasi, Coniv e anche all’agricoltura.

IL PAGAMENTO LAVORATORI. Nel frattempo il commissario Annibali cercherà di versare anche parte degli emolumenti arretrati ai dipendenti che aspettano il pagamento di diverse mensilità. La situazione finanziaria del Consorzio di bonifica Sud non è delle più felici. Presto sono previste rimesse per i pagamenti rurali. «Appena possibile cercheremo di pagare il dovuto ai lavoratori», conferma il commissario della Bonifica. L’attenzione di Annibali sul Vastese, viste le emergenze, aumenterà nelle prossime settimane per poter gestire al meglio la situazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA