Cristo morto, via alle prove del Miserere

17 Marzo 2023

Guardiagrele si prepara alla tradizionale processione del Venerdì Santo tra le strade del centro storico

GUARDIAGRELE. Il parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore, don Erminio Di Paolo, ha avviato le prove del coro cittadino della tradizionale e antica processione del Venerdì Santo.
L’appuntamento è alle ore 18.30, nella chiesa di San Francesco - basilica di San Nicola Greco, il lunedì per le voci maschili, il martedì per quelle femminili e il giovedì per tutte le voci. «Nelle tre giornate inoltre, alle ore 17.30», ricorda il presidente della fondazione San Nicola, Antonio Altorio, «sono programmate le prove per le voci bianche e nel pomeriggio del giovedì antecedente la manifestazione, le prove con la banda».
Il coro, come consuetudine, si prepara per intonare nelle strade del centro storico le note del Miserere, dell’Amplius, del Tibisoli, dello Stabat Mater e del Populi Dei, composti dal maestro Giuseppe Ranieri, insieme a quelle della struggente marcia funebre “Addio a Roberto” del maestro Donato Ricci. Anche quest'anno i cantori guardiesi saranno seguiti dalla banda Città di Guardiagrele, che da diversi anni ormai sostituisce la banda dei carabinieri in congedo di Roma che a Guardiagrele ha partecipato con successo alla sacra rappresentazione per ben ventotto anni consecutivi.
La processione guardiese, pur avendo perso negli ultimi anni la grande spettacolarità e i fasti di un tempo, conserva intatta il suo valore popolare e riesce ad offrire ancora spazio al sentimento e alla fede. Nel passato, era seguita dalle varie confraternite che le conferivano uno speciale tono e colore. Vi erano i confratelli dell’Addolorata con le mantelline nere, quelli del Carmine con le mantelline marroni, e quelli della Madonna del popolo con le mantelline celesti. Oggi, invece, a seguirla con gli abiti di rito restano solo i componenti dell’antica confraternita dell’Addolorata, sorta nel 1733. Un tempo inoltre in processione si portavano anche i segni della passione come la croce col sudario, il gallo, simbolo del tradimento di Pietro, la colonna delle “battiture”. Il percorso, infine, prevedeva due soste in piazza Garibaldi e in largo Santa Chiara, dedicate a far ascoltare ai fedeli brevi considerazioni sulla figura di Cristo e su quella della Madonna. Il tutto si concludeva in piazza Santa Maria Maggiore con delle riflessioni sulla croce.
Giovanni Iannamico
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