Crolla il muro nel cortile Paura alle case popolari

18 Agosto 2018

I danni del nubifragio: si stacca una parete di 10 metri in via De Lellis Di Primio contro la Regione: «Aspettiamo ancora i fondi del 2015 e 2017»

CHIETI. «Ho passato la notte ad aprire i sifoni, per far defluire l’acqua, visto che davanti alla porta d’ingresso era diventato un lago. Ma solo la mattina dopo mi sono accorto che era crollato il muro di contenimento si fronte ai garage». Antonio Micomonaco abita nelle case popolari Ater di via San Camillo de Lellis numero 107. Nella palazzina è molto noto per chè tanti lavori di sistemazione che dovrebbe fare l’Ater, li fa lui, visto che l’istituto che gestisce le case popolari si muove sempre con molto affanno. Nella notte tra mercoledì e giovedì, durante il nubifragio, era in piedi per evitare che l’ingresso di casa si allagasse, ma solo la mattina dopo si è accorto del distaccamento di circa 10 metri di muro. «Abbiamo chiamato i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area, vietandone l’accesso», ha detto. «La stessa cosa hanno fatto nel cortile che si trova al capo opposto della palazzina: lì il muro non è caduto ma presenta delle grosse crepe che fanno temere il peggio. Ci troviamo in condizioni difficilissime e, nonostante tutto, continuano a ignorarci». La conta dei danni dopo le due bombe d’acqua che si sono abbattute sulla città a poche ore l’una dall’altra, rischia di essere davvero ingente. Il sindaco Umberto Di Primio ha confermato di voler chiedere lo stato di calamità alla Regione, sebbene il sindaco abbia ricordato che il Comune è ancora in attesa dei finanziamenti per gli allagamenti del 2015 e per la nevicata del gennaio 2017. Per il 2015 il Comune aveva ottenuto poco più di un milione di euro, di cui sono arrivati solo la metà. Per il 2017, il finanziamento ammontava a 1.340.000 euro, ma nelle casse comunali non sarebbe arrivato nulla dalla Regione. Intanto le emergenze continuano. All’ex Paolucci, alla Pietragrossa, una frana ha invaso la carreggiata della strada comunale a ridosso della struttura. Lo smottamento ha provocato anche la rottura di un palo della luce. Sono intervenuti i vigili del fuoco e hanno provveduto a chiudere la stradina. I pompieri sono tornati anche in via don Minzoni 5, dove si trova il condominio Trinchese, il palazzo sgomberato a novembre dell’anno scorso perché a rischio crollo. Il palazzo di nove piani è stato costruito leggermente fuori piombo, tanto che pende da un lato. Saranno state le piogge degli ultimi giorni, oppure la scossa di terremo di due giorni fa, sta di fatto che una residente di via don Minzoni ha notato una maggiore pendenza. Il palazzo, già interdetto al pubblico, è ora sotto monitoraggio dei vigili del fuoco. Preoccupa infine anche la situazione di via Santarelli, in centro, dove il Comune ha ordinato il divieto di sosta sul primo tratto a monte della strada perché giudicato a rischio smottamenti. Sempre su via Santarelli si è anche registrata una fuga di gas.
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