Crollano gli alberi senza manutenzione

Strage di piante per il vento forte, un documento del Comune rivela: «Per diversi mesi nessun intervento di tutela»
CHIETI. Crollano gli alberi lasciati senza manutenzione per «diversi mesi». A Chieti, città con i conti in rosso, si risparmia anche su questo. Per stavolta, dopo due giorni di vento forte, si contano i danni e per fortuna si può parlare solo di tragedie sfiorate. Come a Madonna delle Piane: un cipresso si è schiantato a terra, lunedì sera, a un passo dalla chiesa della Madonna della Cintura durante una messa celebrata dall’arcivescovo Bruno Forte con gli studenti. Se fosse accaduto pochi minuti dopo, l’albero sarebbe finito addosso a una folla di persone. Oppure in via Altobelli dove un albero e un palo della luce sono crollati in strada.
Che gli alberi di Chieti siano pericolanti lo sa bene il Comune. Un documento dell’amministrazione, datato 24 ottobre scorso, dice che i rischi in città sono «numerosi»: un’affermazione che, a ridosso dell’inverno, sa di allarme. Dopo i due alberi tagliati alla Casina dei Tigli, a Chieti ci sarebbero almeno altri 28 alberi che hanno bisogno di «lavori urgenti». Perché gli alberi della città siano ridotti così male lo spiega la determina 1.280: le piante – «in particolare pini d’aleppo, pini italici, cipressi, aceri, acacie, tigli e platani» – sono cresciute in modo «anomalo», sono vittime di «patologie fitosanitarie» o sono secche. E l’atto interno del Comune dice che gli alberi si sono seccati anche per colpa di precedenti lavori fatti male: «Il seccume è originato da interventi sui sottoservizi che hanno interessato negli anni passati le radici evidenziando particolari condizioni di instabilità tali da costituire un evidente pericolo». Ma il Comune avrebbe potuto fare qualcosa prima per salvare le piante e diminuire i «potenziali pericoli» in città? La stessa determina dà una risposta a questa domanda: l’unico autocarro del Comune con piattaforma elevatrice «è guasto da diversi mesi» e l’amministrazione non ha i soldi per ripararlo: «Il guasto richiede un intervento specialistico e una spesa che ancora non ha trovato finanziamento», recita il documento. Per questo, le attività di manutenzione si sono fermate da «diversi mesi» e non sono state fatte: «Tutte le attività manutentive, anche contingibili e urgenti, non sono state realizzate», dice la determina del Comune, «se non episodicamente tramite l’intervento dei vigili del fuoco o di imprese esterne».
Il risultato dei mancati interventi è sotto gli occhi di tutti con una città bloccata da alberi crollati e rami spezzati: in via Solferino una quercia è caduta a un passo dal recinto di una casa; crolli anche nel piazzale del Cna dei carabinieri, a Chieti Scalo, che è diventato un cimitero di alberi.
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