Crollo a Palazzo D’Avalos «La Procura indaghi»

Di Michele Marisi: cattiva manutenzione. Aiuto (M5S): speriamo nei fondi Ue Ma i residenti a Punta Penna temono per le loro case: «Ci siamo anche noi»
VASTO. Crollo del muro di Palazzo d’Avalos. C’è chi invoca l’intervento della Procura. «Mi auguro che i magistrati aprano un fascicolo per accertare eventuali responsabilità», dice Marco di Michele Marisi, esponente di Giovani in Movimento. Intanto la parlamentare europea Daniela Aiuto (M5S) prendendo spunto dal disastro di Palazzo D’Avalos auspica l’utilizzo di parte dei fondi europei per il patrimonio storico e monumentale d’Abruzzo. Tutto questo mentre a Punta Penna i residenti degli alloggi Ater sono sempre più preoccupati dagli scricchiolii.
Il caso D’Avalos. Dolersi ora per quanto è accaduto non basta a Marco di Michele Marisi. A giudizio del giovane rappresentate di centrodestra il crollo del muraglione di Palazzo D’Avalos poteva essere evitato. «Ricordare che in più di una occasione scrissi sulla presenza di segnali preoccupanti per la stabilità di Palazzo D’Avalos, non significa fare sciacallaggio, ma ristabilire la verità nel momento in cui qualcuno vorrebbe ergersi a paladino del futuro risanamento del muro dei giardini napoletani», scrive Marisi in una nota. «Il crollo è il risultato di anni di cattiva amministrazione del patrimonio pubblico storico e non solo. In ogni caso, mi auguro che su questa vicenda la Procura apra un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. Così, magari, l’assessore Marco Marra sarà più contento che ad individuare i possibili colpevoli, sia un tribunale. Chi sbaglia deve pagare». Intanto, la parlamentare europea del Movimento 5 Stelle, Daniela Aiuto, segue da Bruxelles l’evoluzione del disastro di Palazzo D’Avalos. A giudizio dell’europarlamentare quello che è accaduto è frutto di anni di mancata manutenzione per mancanza di soldi. La Aiuto stigmatizza la cattiva abitudine della politica italiana di snobbare la prevenzione salvo poi correre davanti al disastro. Nel corso di una intervista rilasciata a Bruxelles ha auspicato che nel pacchetto di fondi europei stanziati fino al 2020 ci siano fondi anche per le ricchezze monumentali come Palazzo D’Avalos.
Il caso delle case di Punta Penna. Quello che è accaduto a Palazzo D’Avalos non fa dormire sonni tranquilli ai residenti delle palazzine Ater di Punta Penna, visitate il 2 dicembre scorso anche dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Dopo la diagnosi fatta da Gabrielli non è successo nulla e la gente aspetta mentre gli intonaci continuano a staccarsi. «Fate presto», invocano le famiglie. «Prima o poi crollerà il soffitto», dichiarano disperate. Alcune crepe si sono allargate di 2 centimetri. Il grado di criticità e fatiscenza dei fabbricati di Punta Penna è tale da risultare evidente all’occhio del visitatore. È necessaria una cura rapida per evitare il cedimento delle strutture. Qualche settimana fa lo stesso sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, aveva chiesto nuovamente aiuto alla Regione. Quaranta famiglie hanno paura di dover lasciare le loro case da un momento all’altro. I sondaggi fatti qualche mese fa e le prove del calcolo statico eseguite sulle strutture portanti dei fabbricati di fronte al faro del porto hanno dato una risposta rassicurante. Ma la situazione peggiora di giorno in giorno.(p.c.)
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