D’Ingiullo: discriminante escludere i diplomati

9 Luglio 2015

CHIETI. «Nominare solo politici comunali laureati in enti strumentali e società partecipate? E’ una discriminazione bella e buona e per questo non abbiamo accettato». Marco D’Ingiullo, Forza Italia,...

CHIETI. «Nominare solo politici comunali laureati in enti strumentali e società partecipate? E’ una discriminazione bella e buona e per questo non abbiamo accettato». Marco D’Ingiullo, Forza Italia, risponde per le rime ad Enrico Raimondi. Il rappresentante di L’Altra Chieti aveva censurato il comportamento della maggioranza accusata di essere sorda ai suggerimenti arrivati dai banchi dell’opposizione. Questo perché, nel primo consiglio del “Di Primio bis”, Raimondi aveva presentato un emendamento affinchè, nei criteri per la nomina di consiglieri comunali in enti strumentali e società partecipate, fosse inserita la necessità di essere laureati o, comunque, di avere un titolo di studio adeguato al ruolo da ricoprire. L’ex assessore alle società partecipate D’Ingiullo, da “semplice diplomato”, ribatte per le rime ricordando l’ottimo lavoro da lui svolto nel precedente mandato della giunta Di Primio. Un esempio che, per D’Ingiullo, deve essere da monito per tutti, a partire dall’avvocato Raimondi. «E’ quanto meno discriminante il fatto di non poter dare la possibilità ad un diplomato, magari a pieni voti, di ricoprire incarichi in enti strumentali o società partecipate del Comune a tutto vantaggio- sostiene D’Ingiullo- di un laureato che potrebbe aver conseguito il suo titolo di studio con grande difficoltà. Personalmente, a detta di molti, ho svolto il mio compito in maniera egregia e da diplomato». Non pago D’Ingiullo replica anche a Bruno Di Paolo, firmatario del secondo emendamento alla delibera in questione. Il leader di Giustizia sociale, in soldoni, aveva chiesto di non nominare politici di professione o, comunque, eletti negli ultimi cinque anni, a capo delle società di emanazione comunale. Un modo per evitare il proliferare di «contentini politici». «Noi non l’abbiamo mai fatto» replica Giangiullo «Basta vedere i presidenti di Teate servizi e Chieti solidale. Per il resto ricordo a Di Paolo la sua nomina nel cda dell’Ater subito dopo le elezioni provinciali del 2004. Forse lo aveva dimenticato». (j.o.9