D’Ortona: un bluff il calo delle tasse
Il capogruppo di Forza Italia: «Ai cittadini la prima di una lunga serie di stangate»
LANCIANO. «La riduzione delle tasse, tanto sventolata dall’amministrazione comunale, si è rivelata una bufala». Lo sostiene il capogruppo consiliare di Forza Italia, Manlio D’Ortona.
Dalle prime bollette della Tari, la nuova tassa sui rifiuti, secondo l’esponente dell’opposizione, «i cittadini hanno scoperto la triste sorpresa, la prima di una lunga serie di bastonate che continueranno ad arrivare sulla testa della gente. La Tari è stata determinata con criteri di calcolo fortemente iniqui e squilibrati, sia per le residenze e sia per le attività produttive, oltre al fatto che sono arrivate cartelle “pazze” nelle quali si richiede il pagamento entro poche ore dalla loro effettiva ricezione». Ma per questi problemi tecnici il Comune ha prorogato il termine per il pagamento al 30 novembre.
«In consiglio comunale, come opposizione, avevamo chiesto alla maggioranza di centrosinistra di portare l’aliquota Tasi (la tassa sui servizi indivisibili, ndc) all’uno per mille», dice D’Ortona, «proposta allora bocciata che avrebbe generato un risparmio vero per la collettività superiore al milione di euro. A fronte di questa forte tassazione, i nostri concittadini subiscono oltre al danno, la beffa. Sì, perché la raccolta differenziata è ferma al palo, i servizi al cittadino sono carenti, la pulizia della città, anche l’ordinaria amministrazione, è pressoché inesistente, le manutenzione delle strade è insufficiente, le opere pubbliche di rilievo non ci sono, né si vedono all’orizzonte. Purtroppo», continua il capogruppo di FI, «siamo sono all’inizio della stangata: dopo la Tari, ci saranno Tasi e Imu. Uno stillicidio che l’amministrazione Pupillo avrebbe potuto evitare se solo avesse avuto l’umiltà di capire che prendere in considerazione le proposte dello schieramento opposto può, prima di ogni cosa, salvaguardare gli interessi della gente, e poi anche la faccia di chi amministra. Un’occasione sprecata che paghiamo tutti». (s.so.)
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