Da chef a sacerdote La storia di Nicola religioso da sempre

Arriva la consacrazione di D’Ettorre, 51 anni, passionista Una vita in salita: il no dei genitori e la morte della fidanzata
FOSSACESIA. Da chef a passionista. È la storia di Nicola D’Ettorre, per tutti Nicolino, che sabato prossimo, nel pomeriggio, coronerà il suo sogno d’amore verso il Signore: sarà consacrato infatti sacerdote dall’arcivescovo della diocesi di Chieti Vasto, Bruno Forte, nella chiesa di San Donato martire di Fossacesia, alle ore 17.
Lui, Nicolino, nato 51 anni fa a Frisa, la «chiamata alla vita religiosa» l’aveva avvertita fin da ragazzo, e voleva diventare prete. Purtroppo, però, dello stesso parere non erano mamma Maria e papà Emidio, che non gli consentirono di iniziare il percorso della sua vocazione, poi ripreso nel 2014, grazie a padre Domenico Lanci, passionista dell’abbazia di San Giovanni in Venere, a Fossacesia.
Ma andiamo per ordine, perché l’esistenza di Nicolino è stata tutta in salita. Alcune circostanze luttuose hanno segnato il suo destino, in maniera dolorosa.
Con il diniego dei genitori a percorrere la strada di “servitore della chiesa”, Nicolino ha continuato a vivere una vita normalissima, fuori dal convento, ha frequentato le scuole medie e l’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, per diventare un bravo cuoco e lavorare in alberghi e ristoranti.
È stato sempre vicino alla Chiesa, impegnandosi nelle opere della sua parrocchia di Frisa, ed è lì che sbocciò l’amore con Domenichina, una giovane del suo stesso paese, conosciuta negli incontri religiosi. Dopo tante vicissitudini, i due innamorati si fidanzarono, sognando così di disegnare il loro futuro: erano felici e volevano mettere su famiglia. Quindi decisero di sposarsi.
Purtroppo, Domenichina si ammalò di tumore al seno, con la malattia che le passò al polmone. Per lei non ci fu alcuna speranza: si spense nel 2010.
Un mese prima delle nozze, con tutti i preparativi in corso. Nel frattempo, però, ci furono altri lutti: morirono i genitori di Nicolino che, rimasto solo, continuò a sentire la voce: “Non capisci che solo in me troverai il riposo?”.
Sette anni fa la svolta: ha fatto il postulante, poi il novizio, per poi studiare per diventare diacono e ora sacerdote.
Sabato sarà ordinato prete a Fossacesia, e domenica celebrerà, alle ore 11, nel santuario Madonna del Popolo di Frisa, la sua prima messa. Il suo carissimo amico Antonio Veltri, dice: «Conobbi Nicolino nel 2010, perché da qualche anno ero fidanzato con Valeria, una ragazza di Frisa che poi è diventata mia moglie. La sua ordinazione non mi sorprende, ho sempre visto quella luce in lui, anche se il suo percorso è stato davvero tutto in salita. Abbiamo subito stretto un legame forte, la fede ci ha uniti e ci ha fatto camminare insieme, con la sua ordinazione, ho perso un fratello, ma tanti hanno guadagnato un Padre». D'Ettorre ora si trova a Frisa, ma è stato trasferito a Bari, città che sarà sede del suo nuovo impegno religioso. E alla cerimonia andrà con la stessa auto che aveva scelto per sposarsi.
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