Da lavapiatti a chef stellato, il sogno di Fofò

27 Gennaio 2021

Adolfo de Cecco è il primo cuoco di Lanciano a vincere la Stella Michelin: «Così ho conquistato Londra»

LANCIANO. Ha iniziato come lavapiatti in un ristorante italiano ad Amsterdam, quindici anni dopo è uno chef stellato. Adolfo de Cecco, 35 anni il mese prossimo, è il primo lancianese a raggiungere un livello così prestigioso nel settore della ristorazione. Con il suo ristorante Casa Fofò di Londra, aperto appena 20 mesi fa, ha ottenuto l’ambito riconoscimento della Guida Michelin del Regno Unito. Da lunedì sera, quando le nuove stelle sono state ufficializzate, la notizia riempie di orgoglio la città di Lanciano, dove Adolfo sta trascorrendo il periodo di lockdown che in Gran Bretagna vede i locali chiusi per Covid fino a marzo.
La passione per i fornelli in questo giovane e brillante chef non si è palesata subito, ma di certo ha a che fare con il nonno Adolfo “Fofò” de Cecco, medico dentista e uno dei fondatori della Banca popolare di Lanciano e Sulmona, a cui il neo chef stellato ha dedicato il suo locale di Sandringham Road. «Fofò è stato come un padre per me», racconta Adolfo, emozionato e stordito per la sua prima Stella, «quand’ero ragazzino lui era un grande amante della cucina e passavo molto tempo con lui mentre cucinava. All’epoca non sapevo che avrei intrapreso questa strada, ma lui ha avuto un’influenza nella mia scelta». Dopo il diploma da geometra, a 19 anni pausa dagli studi e trasferimento ad Amsterdam. «Non sapevo se iscrivermi all’università e nel frattempo trovai lavoro come lavapiatti», racconta, «cominciai così, poi piano piano mi spostarono in cucina. Da lì capii che era quello che volevo fare». Tornato in Italia ha frequentato Alma, la scuola di cucina fondata da Gualtiero Marchesi, che gli ha aperto le porte di prestigiosi ristoranti: Perbellini a Verona, Bauer Hotel a Venezia. Poi l’esperienza australiana con Tetsuya a Sydney e 10 anni fa il trasferimento in Inghilterra. Nell’aprile 2019 il salto con un ristorante tutto suo. «È stato faticoso», ricorda Adolfo, «con un team di 4 persone siamo partiti con un budget limitato. Trovato un locale con affitto molto basso, abbiamo preso l’occasione al balzo. Sono stati mesi intensi in cui si lavorava 7 giorni a settimana. All’apertura abbiamo ricevuto buone recensioni, così abbiamo iniziato a lavorare bene e poi siamo cresciuti. Quella di Casa Fofò è una cucina istintiva, il menù cambia giornalmente, a seconda dei prodotti che troviamo. C’è una forte impronta asiatica e molta italianità. I piatti della tradizione abruzzese? Mi piace mangiarli, ma in cucina preferisco sperimentare».
Il traguardo della Stella Michelin è stato accolto in famiglia con grande entusiasmo e orgoglio da mamma Bianca, papà Enrico e dalla sorella Giulia. Ma tutta Lanciano si complimenta con questo suo figlio che ce l’ha fatta: stamattina il sindaco Mario Pupillo lo riceve in municipio. «La mia vita è nel ristorante, lì metto tutta la mia passione», dice di sé Adolfo, «ma i meriti della Stella sono di tutto il team. E sono sicuro che mio nonno ci ha dato una mano da lassù».