Da “mafioso” a “occhi blu”: i nomi in codice degli indagati

3 Novembre 2021

Da “mafioso” a “occhi blu”, passando per “cappellino”. Utilizzavano nomi in codice i trafficanti e gli spacciatori finiti al centro dell’inchiesta dei carabinieri del colonnello Alceo Greco, del...

Da “mafioso” a “occhi blu”, passando per “cappellino”. Utilizzavano nomi in codice i trafficanti e gli spacciatori finiti al centro dell’inchiesta dei carabinieri del colonnello Alceo Greco, del tenente colonnello Pietro D’Imperio e del capitano Placido Abbatantuoni. Due anni di indagine che hanno consentito di specificare i singoli ruoli dei malviventi coinvolti nel traffico internazionale di cocaina ed eroina. “Il mafioso” era Ronaldo Kallozi. Secondo l’accusa, assisteva il capo Armand Veliu, detto “Ari”, nelle attività di spaccio, condividendone gli aspetti logistici: dall’abitazione di Silvi Marina alla gestione dei «luoghi di occultamento dello stupefacente», individuati tra le zone collinari e boschive di Città Sant’Angelo, Montesilvano, Spoltore, Silvi e Grottammare. “Cappellino”, invece, era Alessandro Iezzi, ritenuto dagli inquirenti un «abituale acquirente di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti dall’organizzazione criminale». È la stessa contestazione che i pm fanno a Jacopo D’Alberto, detto “occhi blu”, e Luca Cataldo, chiamato dai complici “motorista” o “moto”. Stamattina, intanto, cominceranno gli interrogatori di garanzia. Gli arrestati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Carlo Di Mascio, Gennaro Lettieri, Giancarlo De Marco, Roberto Di Loreto e Vincenzo Brunetti. (g.let.)