Da scotch e fascette il Dna dei sei banditi

Domani gli ultimi esami della polizia scientifica su sei reperti con i quali la gang ha legato e imbavagliato i coniugi Martelli
LANCIANO. Tre fascette e tre pezzi di nastro adesivo trovati in villa: sono i sei reperti dai quali verrà estratto il Dna domani a Roma e sui quali si concentra la polizia scientifica per chiudere il caso della rapina ai danni dei coniugi Martelli. Rapina avvenuta il 23 settembre scorso con il medico Carlo Martelli che fu pestato a sangue e la moglie Niva alla quale con estrema ferocia fu tagliato metà orecchio per due orologi, un anello e 1.990 euro. I sei banditi romeni, i fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica, il cugino Ruset Aurel, Alexandru Bogadan Colteanu il braccio violento della gang, George Ghiviziu e Marius Adrian Martin sono tutti in carcere catturati grazie alle indagini coordinate dal procuratore capo Mirvana Di Serio e svolte dalla polizia, guidata dal dirigente della mobile di Chieti Miriam D’Anastasio e dai carabinieri di Lanciano, guidati dal capitano Vincenzo Orlando e dal tenente Massimo Canale.
I REPERTI. Ora si è al rush finale in vista della possibile chiusura delle indagini a fine mese con gli accertamenti tecnici non ripetibili su sei reperti acquisiti nei laboratori della sezione di genetica forense e della sezione di evidenziazioni Impronte latenti del servizio di polizia scientifica di Roma. Domani, alle 15, gli esperti della polizia procederanno con l’estrazione del Dna dai 6 reperti, tre fascette e i tre pezzi di scotch, con cui i Martelli sono stati legati e imbavagliati, trovati nella villa. Poi si farà il confronto con il Dna prelevato agli arrestati e anche ai coniugi infine si procederà con l’analisi di eventuali impronte. Sono esami non ripetibili perché durante la comparazione il materiale sottoposto ad analisi si potrebbe anche danneggiare o distruggere. Prove-principi quelle del Dna e delle impronte per indicare senza dubbio chi è entrato nella villa, visto che due sarebbero i pali (Ghiviziu, cosa confermata dagli altri arrestati, e Martin che invece dicono sia la mente della gang e non il palo), chi ha legato i coniugi, chi li ha barbaramente picchiati e chi ha tagliato con una roncola l’orecchio a Niva. Dovrebbe essere Colteanu che non ha mai parlato con gli inquirenti in questi mesi.
LE ALTRE ANALISI. Sei reperti fondamentali visto che a Roma la Scientifica di Ancona ha consegnato 40 degli 80 oggetti sequestrati nel giorno della rapina e in quelli successivi nella villa, nella casa di corso Roma dove vivevano i Turlica e Ruset, nelle auto (la Volkswagen Golf dei Turlica e la Bmw di Ghiviziu) usate la notte del 23 settembre, e nel borsone trivato dai carabinieri nelle campagne di Santa Maria dei Mesi lanciato dai Turlica in fuga. Si va dalle bottigliette di plastica di acqua date ai coniugi la notte della rapina, ai giubbini dei banditi, poi due paia di scarpe da tennis, jeans, calzini e due buste di plastica presi nella Golf, le tracce biologiche trovate su lavandino, scarico, maniglie delle porte e lenzuolo, trovati nella casa di corso Roma dei Turlica e tutti gli indumenti rinvenuti nel borsone gettato nelle campagne.
LE ACCUSE. Alcuni risultati la Scientifica li ha già consegnati in Procura, sui tabulati dei cellulati sequestrati ai malviventi, su quanto trovato nelle auto e le analisi già effettuate. Ma si attendono gli esiti di questi ultimi sei reperti per chiudere il cerchio e le indagini con i sei accusati di concorso in rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni gravissime e porto abusivo di arma. I Turlica, Ruset e Ghiviziu sono indagati anche per i sei furti con spaccata ai danni dei bar della zona avvenuti prima della rapina.
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