Da tre giorni senz’acqua «Ora dimissioni alla Sasi»

29 Dicembre 2019

Vasto. Esplode la rabbia in città. Zocaro (FI): servizi essenziali non assicurati Negozi del centro storico costretti a restare chiusi: ora chi ci paga i danni subiti?

VASTO . «Una vergogna immane». Così il coordinatore di Forza Italia, di Vasto, Massimiliano Zocaro ha definito l’ultima emergenza idrica che ha tenuto la città e il territorio senz’acqua per tre giorni. Zocaro ha chiesto le dimissioni di Gianfranco Basterebbe, presidente della Sasi. «La Sasi non riesce più nemmeno ad assicurare i servizi essenziali», ha commentato Zocaro. «Non si investe più sul risanamento delle condotte per ridurre le perdite idriche». Zocaro ha invitato i sindaci a revocare le concessioni.
«L’acqua è un diritto inalienabile e un bene pubblico. Basta Basterebbe», gli fa eco il comitato L’Arcobaleno coordinato da Angela Pennetta.
«Chi paga i danni che abbiamo subito?», chiedono i commercianti del centro storico.
Il giornalista Nicola D’Adamo, presidente dell’Assostampa Vasto ha chiesto anche le dimissioni dei politici. «Vasto e basso Chietino senz’acqua», scrive D’Adamo, «politici, se non siete capaci di trovare una soluzione, dimettetevi tutti!». Ieri al terzo giorno senz’acqua la rabbia della città è esplosa.
Alle 12 in corso Europa i rubinetti dei residenti erano ancora a secco. «È possibile che alle soglie del 2020 si vivano situazioni che neanche nel dopoguerra Vasto ha vissuto», hanno protestato le famiglie. Diverse pasticcerie e locali del centro storico non hanno aperto. Disagi anche per le Rsa e per molti malati e disabili assistiti a domicilio.
«Oramai», ha scritto D’Adamo interpretando il pensiero comune, «abbiamo superato i livelli di guardia, ne va di mezzo il futuro di buona parte del Chietino. Non si possono lasciare cittadini e attività economiche senz’acqua per intere giornate nei momenti clou dell’anno. Come mai la rete metanifera funziona, la rete elettrica funziona, la rete telefonica funziona, per quale motivo la rete idrica è tutta rotta? Ma la colpa non è dei poveri tecnici. La colpa è dei politici (parlamentari, consiglieri e assessori regionali e provinciali, sindaci e consiglieri comunali). Se non sono capaci di risolvere il problema è meglio che diano tutti le dimissioni. E per tutti si intende proprio “tutti”: perché l’acqua non è né di destra né di sinistra. È un servizio essenziale di cui non si può fare a meno. Improvvise interruzioni creano gravissimi disservizi e bloccano l’economia. Si fermano ospedali, fabbriche, hotel e ristoranti pieni di ospiti, intere famiglie. Come si fa a parlare di turismo se d’estate manca l’acqua? La misura è colma, l’invito a tutti i politici è di sedersi “tutti” attorno a un tavolo e trovare i fondi per la ristrutturazione completa della rete idrica. Questa la priorità».
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