Dal carcere a un impiego nelle biblioteche

30 Giugno 2018

LANCIANO. In due anni i detenuti che frequentano la biblioteca del carcere sono passati da 10 a 189. E il giornalino della casa circondariale di Villa Stanazzo, “L’Arcobaleno”, ha raggiunto il...

LANCIANO. In due anni i detenuti che frequentano la biblioteca del carcere sono passati da 10 a 189. E il giornalino della casa circondariale di Villa Stanazzo, “L’Arcobaleno”, ha raggiunto il settimo numero. Sono i due progetti, nati dalla sinergia tra Comune e casa circondariale (diretta da Lucia Avantaggiato), che hanno coinvolto i detenuti in esperienze di formazione, condivisione e didattica, in un percorso che punta al loro reinserimento sociale. «Il progetto “Biblioteche fuori le mura” è nato nel 2016 e quest’anno la convenzione con l’amministrazione di Lanciano è stata rinnovata per altri tre anni», spiega la responsabile Gianvincenza Di Donato, «siamo partiti con numeri bassissimi, appena 10 persone, mentre oggi su circa 280 detenuti l’83%, ben 189, frequenta abitualmente la biblioteca del carcere e prende un libro in prestito. Abbiamo fatto seguire ad alcuni corsi di biblioteconomia e catalogazione, con il risultato che due detenuti lavorano nelle biblioteche di Lanciano e Mozzagrogna». A gonfie vele anche il giornalino redatto dai detenuti, progetto seguito da Rosetta Madonna e giunto alla settima edizione. «La cultura ha il dovere di offrire un’altra opportunità, di restituire la libertà attraverso la lettura, la scrittura, i libri, i giornali, la parola, le varie forme di comunicazione», sottolinea l’assessore alla cultura Marusca Miscia. (s.so.)