Dal Pozzo: mai barato sul bilancio
Guardiagrele. L’ex sindaco: la giunta ha oltre 3 milioni in cassa, perché non paga?
GUARDIAGRELE. «Gli atti della giunta del sindaco Donatello Prinzio, ma anche gli interventi pubblici e i comunicati sul dissesto finanziario comunale che la stessa giunta e l'opposizione guidata dalla consigliera Gianna Di Crescenzo, hanno finora prodotto, sono conditi da inesattezze, imprecisioni e calunnie». È l'opinione del gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”, che nel consiglio del 30 luglio sulla dichiarazione dissesto, non ha partecipato al voto. «Noi», sottolinea Dal Pozzo, «ribadiamo che il dissesto sia una scelta politica per il fatto che l'amministrazione comunale con il sindaco Di Prinzio e l'assessore alle finanze Pierluigi Dell' Arciprete, supportati da consiglieri sulla scena anche all'inizio del nostro mandato, nel 2015, hanno stabilito di percorrere questa strada».
Dal Pozzo evidenzia quindi che la storia si ripete, ma le risposte sono diverse. «Quando iniziammo il nostro lavoro nel 2015», ricorda Dal Pozzo, «ci venne detto di tagliare i servizi per dichiarare il dissesto, ma noi scegliemmo la strada più difficile, cioè di amministrare e prendere i problemi di petto, nonostante crediti da riscuotere per milioni, previsioni sballate sul sociale, pagamento di concessioni, oneri di urbanizzazione mai contabilizzati e fornitori, come la Sasi, di cui non si registravano neanche le fatture». Dal Pozzo evidenzia quindi che oggi accade che Guardiagrele sarà nelle mani di un collegio di commissari e consulenti ed che è assurdo far passare l' idea che non ci saranno conseguenze. «L' amministrazione comunale», osserva Dal Pozzo, «parla di posizioni aperte nel 2020, ma negli atti c'è un elenco di fatture non pagate, per circa 700.000 euro, del 2021. Dicono che abbiamo barato nella determinazione del fondo che garantisce i crediti, facendo passare il cosiddetto metodo manuale, che noi abbiamo usato, per una manomissione fraudolenta della contabilità. La verità è che facendo severe azioni di recupero e aumentando la capacità di riscossione, quel fondo si può tenere più basso e ciò è legittimo e, sopratutto, ci consentiva di lavorare». Dal Pozzo evidenzia che la sua giunta è stata accusata, come a voler sottintendere una pratica illegittima, di aver utilizzato i fondi del mutuo del palazzetto o per le opere pubbliche, per pagare stipendi e fornitori. «Questo è possibile in base alla legge e anzi, è consigliabile, perché evita di farsi prestare soldi dal tesoriere e di pagare interessi. La giunta invece dice che deve pagare fatture, ma non lo fa, pur avendo oltre 3 milioni in cassa. Perché?».
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