Dalla rapina alla gioielleria Tiffany allo spaccio di droga: dal gip 29 imputati

CHIETI. Tutto partì da una rapina alla gioielleria Tiffany di via Marino da Caramanico a Chieti Scalo nel dicembre del 2012. Due uomini a volto coperto rapinarono la gioielleria e malmenarono il...
CHIETI. Tutto partì da una rapina alla gioielleria Tiffany di via Marino da Caramanico a Chieti Scalo nel dicembre del 2012. Due uomini a volto coperto rapinarono la gioielleria e malmenarono il proprietario, Cesidio Di Francescantonio, di 59 anni, che aveva reagito contro i rapinatori. L’uomo fu ferito con un coltello alla schiena e i rapinatori scapparono con una borsa piena di oro, soldi e gioielli. I carabinieri iniziarono le indagini e si arrivò così a scoprire una rete di 29 persone, tra albanesi e italiani del posto, dediti alla delinquenza e in particolare allo spaccio di droga. Con accuse che vanno dallo spaccio, alla rapina e all’estorsione, la posizione delle 29 persone è arrivata ieri mattina davanti al giudice Luca De Ninis (in foto). Tra di loro anche uno dei presunti autori della rapina a Tiffany, l’albanese di 23 anni Enjellush Ferko, difeso da Marco Femminella. «Come difensori», ha spiegato l’avvocato Gianluca Polleggioni, «abbiamo sollevato un problema riguardante l’indeterminatezza e la genericità legata ai capi di imputazione. Il giudice De Ninis ha ritenuto di non dover accogliere questa eccezione, ma credo che continueremo a portarla avanti». De Ninis ha rinviato al 20 settembre sia per decidere sui patteggiamenti e le richieste di rito abbreviato (chiesti da una minoranza di imputati) che per decidere per il rinvio a giudizio degli altri. (a.i.)

