Dalla sedia a rotelle alle traversate a nuoto

19 Agosto 2023

Una 35enne di Pollutri, guarita da una grave artrite, oggi a Istanbul va da un lato all’altro del Bosforo

VASTO . Dalla sedia a rotelle alla “Bosphorus cross continental race” la traversata a nuoto di 6,5 chilometri nello stretto del Bosforo, il tratto di mare di Istanbul che separa l’Europa dall’Asia e e che ogni anno richiama migliaia di partecipanti da tutto il mondo. Quella di Filomena Piccirilli, 35enne di Pollutri di professione formatrice life e love coach, sembra una favola. È la storia di una giovane che ha fatto del dolore la sua forza e che ora lotta per comunicare la stessa forza a chi soffre. «Il mio desiderio», dice al Centro un attimo prima di salire sull’aereo che la porta a Istanbul, «è attraversare il dolore, proprio come farò con il Bosforo, trasformandolo in benedizione».
Nel 2018 una grave forma di artrite ha costretto Filomena su una sedia a rotelle. Anche le braccia si muovevano a fatica. I medici non le davano tante speranze di recupero. «La mia fortuna», racconta, «è stata incontrare professionisti che mi hanno aiutato a rinascere». Filomena ha iniziato ad allenarsi. Nel 2022 ha attraversato lo stretto di Messina. «Dovevo dimostrare a me stessa di non essere più disabile ma di essere abile. Mi dicevo ce la puoi fare. E ce l’ho fatta. Il 17 novembre 2022 ho lasciato le cure per l’artrite. Quest’anno ho scelto di attraversare il Bosforo. Lo devo a me a tutti coloro che soffrono. È un appuntamento con me stessa, per dedicarmi all’attività di cui mi sono innamorata l’anno scorso: nuotare».
Con Filomena ci saranno altri ventotto italiani che lei conoscerà a Istanbul e persone che vengono da tutto il mondo per questa manifestazione. «Con me ci sarà anche una mia cara amica partita dalla Spagna. Non ringrazierò mai abbastanza il mio allenatore Walter Coccia», aggiunge Filomena, «il suo aiuto è stato fondamentale, come quello della mia famiglia: mia sorella Lucia, i miei genitori, tante persone a me care e anche e soprattutto l’esempio dei miei corsisti. Il loro coraggio di cambiare le loro vite mi ha ispirata tantissimo in questi mesi. Io oggi ho vinto arrivando a Istanbul. Il mio desiderio è che tanti altri riescano a vincere come me. Noi nasciamo una prima volta senza volerlo. Io sono rinata una seconda volta per volontà. Le mie braccia e le mie gambe vivono una nuova vita. La dedico a chi soffre. Il dolore può essere una benedizione». (p.c.)
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