Dalla Sicilia fino a Chieti per truffare gli anziani

2 Febbraio 2020

Finge l’incidente e chiede subito il rimborso dei danni a un pensionato di 80 anni I carabinieri scoprono il malvivente: incastrato da una foto mostrata alla vittima

CHIETI. Dalla Sicilia a Chieti per raggirare gli anziani con la truffa dello specchietto. I carabinieri hanno scoperto e denunciato l’ultimo autore dell’imbroglio: si tratta di F.F., 42 anni, pregiudicato residente a Noto, in provincia di Siracusa. L’indagato fa parte di una banda che colpisce in tutta Italia. Stavolta la vittima è un 80nne residente in centro storico: l’episodio è avvenuto alla fine dello scorso settembre.
Quel giorno il pensionato sta percorrendo con la sua auto via Albanese, quando sente un rumore improvviso. All’inizio non dà molto peso alla cosa, anche perché è convinto di non aver urtato ostacoli. A distanza di qualche minuto, all’altezza di via Valignani, un uomo a bordo di una Fiat Panda richiama però l’attenzione dell’anziano, cominciando a suonare più volte il clacson. Entrambi i veicoli si fermano. L’automobilista scende e si avvicina all’auto dell’80enne. «Poco fa lei ha sbattuto con la sua macchina contro il mio specchietto: adesso è rotto», sono le parole del conducente della Panda, «evitiamo di attivare la procedura per l’assicurazione. Se mi dà 100 euro, per me la vicenda si chiude qui». Preso alla sprovvista, il pensionato consegna il denaro. Ma quell’uomo di mezza età non si accontenta e chiede altri 50 euro. Il malcapitato dice di non avere con sé altri soldi e l’altro automobilista risponde: «Possiamo andare a prenderli insieme alle Poste: lei va avanti e io la seguo in auto». Ma lo sportello automatico di via Albanese è fuori uso. Così i due si spostano all’ufficio postale di via Spaventa: stavolta è lo sconosciuto a dare un passaggio all’anziano, che ritira i soldi e gli consegna 50 euro. Una volta tornati all’auto del pensionato, c’è l’ennesima richiesta di denaro. Ma l’80enne capisce di essere stato raggirato, anche perché gli specchietti delle macchine sono integri, e inizia a chiedere indietro i 150 euro. A questo punto, il truffatore scappa velocemente in auto. L’anziano riesce ad appuntare il numero di targa; poi, denuncia tutto ai carabinieri della stazione di Chieti Principale. Le indagini dei militari coordinati dalla tenente Maria Di Lena e dal maresciallo maggiore Michelangelo Donvito consentono di dare un volto al responsabile del raggiro: F.F. viene riconosciuto in foto dall’anziano truffato.