Danneggiata l’auto del sindaco qualche giorno prima del rogo

A 5 mesi dall’incendio della Fiat 500L, proseguono le indagini della polizia per scoprire il colpevole A fine novembre il veicolo trovato con due pneumatici ko. Menna: ho taciuto per non creare allarme
VASTO. Sono trascorsi cinque mesi dall'incendio che ha distrutto la Fiat 500L del sindaco di Vasto e presidente della Provincia, Francesco Menna. Le indagini, non ancora concluse, confermano il gesto doloso. Il piromane potrebbe essere la stessa persona che qualche giorno prima del rogo aveva sgonfiato due gomme della stessa vettura. Le perizie sull'auto sono terminate e la Fiat 500L è stata rottamata. Le indagini della polizia, coordinata dal dirigente Fabio Capaldo, vicequestore aggiunto, si concentrano sul duplice raid. L'obiettivo è individuare l'attentatore. Chi ha colpito Menna forse abita non lontano dal luogo dell'incendio. Di sicuro sapeva dove Menna era solito parcheggiare la sua auto.
GLI PNEUMATICIGli investigatori, ma lo stesso sindaco, sono convinti che il gesto sia riconducibile all'attività amministrativa del primo cittadino: sfratti, occupazioni abusive, licenze. Fin dal suo insediamento Menna ha imposto il rispetto delle regole e delle leggi. A fine novembre Menna trovò due gomme della sua auto a terra: qualcuno svitando le valvole aveva compromesso l’uso degli pneumatici. Menna capì che era un dispetto ma cercò di ignorarlo facendosi scivolare addosso il messaggio minaccioso di quel gesto. «I sindaci subiscono sempre offese e minacce», ha ripetuto ieri. «Pensai che era meglio non creare allarmismo. Per quanto mi riguarda non è facendomi del male che si ottiene qualcosa. Non posso farmi intimidire. Se sbaglio sono pronto a ragionare e discutere. La violenza non serve a nulla».
L’INCENDIO DELL’AUTOIl silenzio di Menna e, soprattutto, la determinazione a portare avanti il proprio lavoro, probabilmente indispettì l'attentatore. Dal messaggio, passò ai fatti. La sera del 4 dicembre l'auto di Menna venne avvolta dalle fiamme. I vigili del fuoco non hanno dubbi. Si trattò di un incendio doloso. Alle stesse conclusioni è arrivata la polizia supportata dai risultati delle perizie. L'incendio della Fiat 500L è stato provocato con un birillo stradale farcito di diavolina e liquido infiammabile versato sulla vettura. Il liquido in particolare è stato versato sulle griglie d'aria in plastica tra i tergicristalli e il cofano. Penetrando nel motore ha provocando la combustione. Una fiammata ha avvolto l'auto e poi la combustione è proseguita lenta. Finite le perizie la vettura è stata rottamata. L'autore dell'incendio resta per ora ignoto.
LE TELECAMEREGli investigatori non possono contare sulle immagini della videosorveglianza. Le telecamere che sono nella zona a dicembre non funzionavano. Nessuna telecamera ha ripreso l'arrivo del piromane e la sua fuga. Gli investigatori stanno lavorando su altri particolari. L'invito fatto ai cittadini a riferire tutto quello che videro quella sera è ancora valido. Anche un piccolo dettaglio può aiutare la polizia. «Chi sa parli», ripete il sindaco. «L'anonimato è garantito». Nel frattempo il primo cittadino è impegnato a migliorare il servizio di videosorveglianza in tutta la città e per questo rinnova l'invito ai privati ad unirsi alla rete di videosorveglianza.
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