Danno fuoco all’abitazione di una donna

Tragedia sfiorata in un palazzo di via Garibaldi: i piromani lasciano anche una bombola del gas con la valvola aperta
LANCIANO. Poteva trasformarsi in tragedia l’incendio, di natura dolosa, divampato giovedì sera in un appartamento di via Garibaldi, in pieno centro storico. Quando i vigili del fuoco sono entrati nell’appartamento (un alloggio destinato a casa parcheggio) e si sono fatti strada nel denso fumo che invadeva la camera da letto, stanza da dove si sono sprigionate le fiamme, si sono resi conto con orrore che nel locale era presente anche una bombola del gas con la valvola aperta. Immediatamente le operazioni degli agenti si sono concentrate sul pericolo di un’esplosione, che avrebbe avuto effetti gravissimi se si considera la densità abitativa della zona.
Solo la chiamata di uno degli inquilini e il successivo intervento tempestivo dei pompieri hanno permesso che si evitasse il peggio. L’allarme è scattato attorno alle 19,45. Dalle finestre dell’appartamento, vuoto al momento dell’incendio, si stava levando fumo scuro e denso. In quel momento nel palazzo, molto vecchio, si trovavano cinque o sei famiglie, alcune anche con bimbi piccoli. L’assegnataria dell’appartamento non era tuttavia in casa. La porta dell’abitazione era chiusa e ha dovuto essere sfondata dagli agenti. Il fuoco è divampato dal materasso e ha carbonizzato in poco tempo l’intero alloggio. Per le successive ore che hanno seguito l’incendio, fino alle 24 circa, i pompieri hanno verificato i danni e l’agibilità dello stabile e dichiarato non agibili, soprattutto per quanto riguarda l’acqua delle pompe che aveva invaso i locali, un paio di appartamenti adiacenti l’alloggio e i cui proprietari hanno dovuto passare la notte altrove. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Le indagini sono in corso. Si cerca di appurare il movente di un incendio che, secondo i primi riscontri, ha tutta l’aria di essere doloso. Uno degli inquilini, sentito dai carabinieri, sostiene di aver notato, verso le 18,30 del pomeriggio, due donne, di cui una straniera, sostare nell’androne del palazzo. Una di loro sembrava facesse il palo, l’altra era salito al piano dell’appartamento incendiato. Le due sono state viste nel palazzo anche il giorno prima, quando avevano suonato, per sbaglio, al portone adiacente a quello dato alle fiamme. Si indaga nel mondo dello spaccio di droga e della prostituzione, fenomeni all’ordine del giorno nel quartiere. L’incendio dell’altra notte può apparire come una sorta di avvertimento, regolamento di conti o vendetta. Resta l’amarezza dei residenti della zona che, negli anni, hanno visto il rione scendere sempre di più nel degrado. I cittadini denunciano che già in altre occasioni, invano, avevano informato le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale di presenze e traffici ambigui e potenzialmente pericolosi. Anche le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono state rallentate dalla presenza di auto parcheggiate in modo abusivo. Intanto l’appartamento dato alle fiamme è al momento inutilizzabile. «Stiamo cercando di gestire al meglio la situazione», spiega l’assessore alle Politiche della casa, Giacinto Verna, accorso sul luogo dell’incendio la sera stessa, «il Comune sta verificando la disponibilità di ulteriori alloggi di cui però, al momento, siamo sprovvisti».
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