Dayco, partono le verifiche della Finanza L’azienda: abbiamo rispettato i decreti

9 Aprile 2020

La guardia di finanza, su incarico del prefetto di Chieti Giacomo Barbato (nella foto), ha avviato verifiche sulla documentazione presentata dalla Dayco per proseguire l’attività in periodo di...

La guardia di finanza, su incarico del prefetto di Chieti Giacomo Barbato (nella foto), ha avviato verifiche sulla documentazione presentata dalla Dayco per proseguire l’attività in periodo di coronavirus. La multinazionale delle cinghie per auto ha uno dei suoi stabilimenti principali a Chieti, dove lavorano circa 400 dipendenti. La direzione aziendale ha deciso di sospendere le attività, in autonomia, fino al prossimo 14 aprile. Il caso era scoppiato qualche giorno fa, quando i sindacati avevano chiesto un intervento delle istituzioni per fermare l’azienda nell’ottica di prevenire il rischio di contagio. Ma, dalle verifiche avviate dalla prefettura, è emerso che parte della produzione rientra tra quelle inserite come essenziali nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri: significa che l’azienda può restare aperta senza dover inviare alcuna comunicazione all’ufficio territoriale del governo.
Quanto a una seconda linea produttiva della Dayco, autorizzata solo se ritenuta funzionale alla filiera dei trasporti, il prefetto ha chiesto chiarimenti. E nelle scorse ore, come prevede la procedura, sono partiti gli accertamenti delle fiamme gialle sulle risposte fornite dalla multinazionale. La Dayco, già intervenuta in merito alla sospensione decisa dalla prefettura di Pescara di uno stabilimento a Manoppello, ha spiegato: «Abbiamo rispettato quanto stabilito dai decreti di urgenza. È bene precisare che Dayco ha la legittima autorizzazione a operare, avendo buona parte della produzione legata al settore ricambi sia originali sia indipendenti e si inserisce nelle filiere autorizzate». (g.let.)