De Cesare: pronto a candidarmi serve una classe politica nuova

CHIETI. «Io sono a disposizione del centrodestra». Così dice Paolo De Cesare, l’imprenditore pronto a candidarsi a sindaco. Le trattative con i vertici dei partiti sono in corso ma, avverte De Cesare:...
CHIETI. «Io sono a disposizione del centrodestra». Così dice Paolo De Cesare, l’imprenditore pronto a candidarsi a sindaco. Le trattative con i vertici dei partiti sono in corso ma, avverte De Cesare: «Se si facesse la scelta che si paventa adesso, cioè puntare su una persona che non è di Chieti e che in tutti questi anni non ha portato benefici per la città nonostante i ruoli ricoperti, andrei da solo. Anzi, da solo ma con una coalizione di liste civiche».
De Cesare, componente del cda del Teatro Marrucino e per tre anni vicepresidente della Camera di commercio, è l’incognita del centrodestra: la Lega vuole candidare Fabrizio Di Stefano; Forza Italia preme per le primarie di coalizione. Intorno a De Cesare ruotano le liste civiche: «Plurime liste civiche», sottolinea il giovane imprenditore con la passione per la musica.
De Cesare, ha intenzione di candidarsi?
«Assolutamente sì. La città ha bisogno di rinnovamento e di una forte discontinuità con l’amministrazione in carica. C’è bisogno di una classe politica rinnovata nei volti e nelle idee».
Manuel Pantalone, un altro giovane imprenditore, ha annunciato che correrà con lei. Chi farà parte del suo progetto?
«Tante persone della società civile che non si sono mai candidate prima, persone che amano Chieti, appartenenti a tutte le classe sociali e provenienti da ogni zona della città. Un progetto a 360 gradi per una serie di motivi».
E quali sarebbero?
«Gli indicatori della città sono tutti negativi: in pochi anni abbiamo perso oltre 10mila abitanti, siamo stati superati anche da Montesilvano e ora siamo la quinta città d’Abruzzo. Registriamo ancora una continua spoliazione di servizi che penalizza la nostra città. Abbiamo perso tante aziende importanti nella zona industriale di Chieti Scalo e i nostri giovani non hanno più l’opportunità di rimanere a Chieti: i più fortunati devono andarsene al nord, gli altri sono costretti a emigrare all’estero. Per tutti questi motivi ho deciso di scendere in campo».
Oggi compie 29 anni: le diranno che è troppo giovane per fare il sindaco?
«Ci sono persone in ruoli apicali, sia nazionali che internazionali, anche più giovani di me. La premier finlandese ha solo 34 anni. Abramo Lincoln diceva che quello che conta non sono gli anni ma la vita vissuta in quel tempo».
Quindi, i giovani si mobilitano per Chieti?
«Certo. Con me ci sono tanti giovani che, con entusiasmo, si sono resi disponibili fin da subito e credono in questa sfida. Siamo tanti e vogliamo impegnarci per un futuro migliore».
Ha già pensato al programma?
«Punto a portare investimenti privati a Chieti; voglio creare uno staff di progettazione per attrarre fondi europei; la cultura, poi, è un patrimonio eccezionale che deve essere rilanciato come è stato fatto a Matera perché così facendo ci sarebbero ripercussioni positive su turismo e commercio e Chieti non ha nulla da invidiare a Matera».
Nel centrodestra, però, la concorrenza non manca: come andrà a finire?
«Spero di fare sintesi nella coalizione e di far cambiare idea a qualcuno. Ma se non dovesse accadere andrei da solo: non reputo giusta la candidatura che si paventa adesso. Quindi, andrei da solo. Anzi, da solo ma con una coalizione di liste civiche».

