De Dominicis e il parco costiero «Vogliono entrare 4 Comuni»

VASTO. Sarà pronta fra due mesi la perimetrazione del Parco della costa teatina che, oltre ad includere le cosiddette “aree rosse” come riserve e zone Sic (Siti di interesse comunitario), comprende...
VASTO. Sarà pronta fra due mesi la perimetrazione del Parco della costa teatina che, oltre ad includere le cosiddette “aree rosse” come riserve e zone Sic (Siti di interesse comunitario), comprende anche fossi, valli e fiumi. Il commissario Pino De Dominicis ha scelto la platea del Forum della Confesercenti per dare l’annuncio e per ribadire - caso mai ce ne fosse ancora bisogno - che la partita “Parco sì, Parco no” è definitivamente chiusa. «Sono stato nominato dal governo per far rispettare una legge nazionale, non per discutere se il Parco si deve fare o no», ha ribadito De Dominicis, «chi era contrario ha perso la battaglia nel 2001. In questi mesi ho ascoltato tutti: ho incontrato sindaci, amministratori e associazioni. La fase di ascolto è finita, ora è il tempo di tracciare la linea: fra due mesi sarà pronta la perimetrazione».
Musica per le orecchie degli ambientalisti presenti a Palazzo D’Avalos e per quegli operatori turistici «illuminati» che credono nel Parco e nella spinta che potrà dare per uno sviluppo sostenibile del territorio. «Siamo certi che il Parco cambierà in meglio la vita delle nostre imprese che vogliono recitare un ruolo da protagoniste e non da spettatrici», sostiene convinto Simone Lembo, della Confesercenti, il quale, con l’ausilio di alcune slide, ha ripercorso il lungo iter relativo alla istituzione dell’area protetta che interessa otto comuni, ma che potrebbe allargarsi anche ad altri centri abruzzesi e molisani, come ha sottolineato lo stesso De Dominicis.
«Ci sono Comuni come Lanciano, Mozzagrogna, Atessa e Paglieta che hanno chiesto di entrare», chiosa il commissario, «fanno un discorso intelligente perché hanno capito che il Parco porterà grossi vantaggi. Sbaglia chi pensa che in quell’area non si possa fare nulla o che l’agricoltura tornerà ai tempi delle vacche e degli aratri. Si potrà continuare a produrre come si è fatto finora. Sicuramente non potrà essere buttato altro cemento sulla costa: ma di case sfitte non ce ne sono già troppe?». Di «grande progetto che porterà a una svolta in questo territorio del Centro sud», ha parlato il sindaco Luciano Lapenna. «Vasto ha predisposto una sua perimetrazione già dal 2007 che ha ottenuto la quasi unanimità del consiglio comunale», ha ricordato il presidente dell’Anci-Abruzzo, che ha rilanciato la candidatura della città a sede del Parco e ribadito la necessità di inserire anche Palazzo D’Avalos nel perimetro dell’area protetta.
Lapenna ha rivendicato di essere stato uno dei primi a chiedere il commissariamento «per superare la posizione ostruzionistica spalleggiata da esponenti politici contrari al Parco». (a.b.)
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