De Iuliis al Congresso mondiale di filosofia

Lo studente di Castel Frentano tra i relatori del ciclo di incontri a Roma con i più grandi intellettuali
CASTEL FRENTANO. C’era un ragazzo di 22 anni, Luca De Iuliis, nemmeno tanto timido, fieramente castellino e con in tasca mille sogni e tante domande, al Congresso mondiale della filosofia, di scena a Roma nei giorni scorsi, l’evento più importante sulla filosofia a livello globale che riunisce i più grandi intellettuali del nostro tempo e più illustri filosofi di ogni nazione in un unico luogo.
La prestigiosa manifestazione, l’«Olimpiade della filosofia» come l’ha definita il giornalista Marcello Veneziani, è organizzata dalla Federazione internazionale delle società filosofiche ogni cinque anni in una diversa città del mondo.
L’edizione del 2024 si è tenuta dal primo all’8 agosto a Roma ed è stata la quarta volta nella storia a tenersi in Italia dopo le edizioni del 1911 a Bologna, del 1924 a Napoli e del 1958 a Venezia. Luca, brillante studente di Filosofia all’università Alma mater studiorum di Bologna e al suo ultimo anno del corso triennale, è arrivato al più importante congresso del mondo del pensiero critico un po’ per caso e un po’ per tigna. Non da spettatore, ma da relatore, con un intervento sui temi dell’epistemologia e della filosofia del linguaggio. Il tema generale del congresso ha riguardato “La filosofia attraverso i confini”.
«Ero pronto a svolgere qualsiasi incarico per il Congresso pur di farne parte», racconta Luca, «la prima cosa che feci fu effettuare ricerche sull’evento e sulle persone che vi lavoravano. Stilai così una lista di nomi che iniziai a contattare; addirittura, durante l’estate 2023, andai un mese in Irlanda nel tentativo di mettermi in contatto con dei rinomati filosofi dublinesi. Nonostante alcuni fallimenti, alla fine ad ottobre riuscii a parlare con la dottoressa Gambetti, la segretaria del Comitato italiano d’organizzazione, il che avrebbe segnato una svolta. Il mio modo di entrare a far parte dell’evento», prosegue lo studente, «è stato poco convenzionale: mi è stato spiegato infatti che gli unici studenti presi a lavorare all’organizzazione del Congresso erano dottorandi selezionati dai loro professori di riferimento, mentre io ero l’unico studente in tutta Italia che si era proposto in totale autonomia e senza possedere nessun titolo. La mia intraprendenza e la mia risolutezza vennero premiate: infatti mi proposi come gestore delle pagine social del Congresso e mi venne assegnato l’incarico di produrre alcuni contenuti per la pagina Instagram».
Di lì, dopo un lavoro certosino ed essersi fatto notare per la sua intraprendenza e bravura, a Luca è stato chiesto di redigere un articolo. «Al settimo cielo ho scritto decine e decine di pagine in casa e, al mio secondo articolo, per mia grandissima gioia e soddisfazione, mi è stato garantito uno spazio come relatore, un’emozione unica che porterò con me per sempre». (d.d.l.)
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