De Lio: sulla Tari pronti ad andare in Procura

L’ultimatum: 7 giorni per spiegare i motivi dei rincari della tassa sui rifiuti. Risposte attese da un anno
CHIETI. Mario De Lio torna all’attacco sulla gestione dei rifiuti urbani. Il consigliere Udc si è fatto promotore di tre diverse richieste da presentare in consiglio comunale, volte sia a risolvere problemi innescati dal nuovo appalto dei rifiuti (a cominciare dalle strade non più servite da Formula Ambiente, per continuare con le isole ecologiche) sia a capire a cosa siano dovuti gli aumenti delle bollette Tari, la tassa sui rifiuti.
A sottoscrivere le interrogazioni ci sono anche i consiglieri di maggioranza Roberto Melideo e Diego Costantini e i quattro consiglieri forzisti, Marco D’Ingiullo, Emiliano Vitale, Maura Micomonaco e Maurizio Costa.
Una delle tre richieste, però, contiene anche un esplicito ultimatum: «Se le risposte non saranno comunicate prontamente, entro e non oltre sette giorni, gli atti dovranno essere segnalati, in via precauzionale, agli organi competenti sovracomunali».
Le risposte che De Lio chiede sono attese da circa un anno. Riguardano gli aumenti Tari, che secondo il consigliere Udc sono dovuti a errori commessi nella bollettazione. In pratica si sarebbe fatto pagare ai cittadini circa 1 milione e 200mila euro in più non dovuti. E visto che i consiglieri comunali a breve dovranno determinare il nuovo piano finanziario Tari del 2020, con le relative tariffe per l’utenza, e che le questioni sollevate incideranno su questa operazione, De Lio è tornato a chiedere quelle spiegazioni ormai da tempo invocate. «Se le risposte non arrivano, andiamo in Procura», ribadisce il consigliere.
Le altre due interrogazioni riguardano aspetti inerenti alla gestione del nuovo appalto dei rifiuti voluto dall’assessore Alessandro Bevilacqua (Lega). Viene riproposto il problema delle strade non più servite da Formula Ambiente e in particolare dei disagi nelle aree condominiali. De Lio aveva già sollevato il problema in consiglio comunale ed era riuscito a farsi approvare un ordine del giorno che chiedeva di riportare la situazione al vecchio appalto (gestito sempre da Formula Ambiente, ma insieme al Cns). Ma, nonostante l’approvazione, l’ordine del giorno sembra sia stato tranquillamente ignorato.
L’ultima interrogazione riguarda i criteri di individuazione delle zone di collocamento delle isole ecologiche - aspetto questo che ha suscitato diverse polemiche in città - e la raccolta dei dati sensibili e personali di chi le utilizza.
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