Decisione choc del sindaco: via Mammarosa Funivie

28 Giugno 2015

Rapino, contratto rescisso dopo dieci anni per 100mila euro pagati in ritardo Il primo cittadino Micucci si riprende il terreno e ordina di smontare le sciovie

RAPINO. Il Comune scioglie il contratto con la società Mammarosa Funivie e si riprende i terreni, con tutto quello che c’è sopra, a meno che qualcuno non voglia smantellare gli impianti da sci. Il colpo di mano è stato legittimato dal fatto che la società che gestisce il bacino sciistico della Majelletta è risultata morosa per oltre 100 mila euro, accumulati in due anni. Soldi che la società ha poi provveduto a pagare, ma i termini (perentori, così come prevede una clausola contrattuale) erano ormai scaduti. «Chiediamo il rilascio immediato dei terreni e di tutte le strutture che vi sono sopra», ha detto il sindaco di Rapino, Rocco Micucci, «se non provvedono a toglierle, le acquisiremo al patrimonio comunale». Il passo successivo sarà quello di fare un bando con procedura di evidenza pubblica: «Cerchiamo qualcuno che voglia fare interventi seri su questi sito», continua il primo cittadino, «può essere anche l’attuale gestore. Non ci interessa chi sia l’operatore, purché presenti un piano con investimenti per far sì che il bacino della Majelletta possa finalmente ripartire». Il Comune ha intenzione di stipulare un nuovo contratto che sia però della durata di 9 anni e non di 40 come quello precedente, sottoscritto nel 2010. «Siamo sempre stati contrati a un contratto quarantennale», spiega Micucci, «che avrebbe significato che fino al 2050 nessuno avrebbe potuto dire più nulla su quella montagna. Una sorta di monopolio che da tempo tentiamo di spezzare». C’è stata, infatti, una battaglia anche legale condotta sui tavoli della giustizia amministrativa, battaglia che poi si è chiusa con una transazione che ha portato alla stipula del contratto del 2010. «Si è preferito attendere la chiusura della stagione sciistica per non incidere in alcun modo sulla conduzione e sui risultati economici della società nonché sulla collettività e sulla stazione sciistica», fa sapere il primo cittadino, «per rendere pubblica la situazione di cui la Mammarosa Funivie è stata messa a conoscenza da tempo. Questa Amministrazione», continua il sindaco di Rapino, «anche dai banchi dell'opposizione, ha sempre ritenuto non opportuno e penalizzante, stante tra l'altro la mancanza di un piano di investimenti, un contratto che metteva il futuro di un territorio nelle mani di un solo privato per ben 40 anni, privando la comunità di poter incidere sulla sua programmazione. È nostra intenzione ricondurre la durata del contratto ai tempi dei normali contratti delle imprese commerciali, senza però disconoscere le loro peculiarità, restituendo la titolarità delle scelte ai rappresentanti della comunità che verranno. Vogliamo che Rapino e gli altri enti interessati possano svolgere un ruolo di programmazione e coordinamento nel progetto di sviluppo ormai inderogabile per il bacino sciistico, la cui mancata attuazione deriva anche dalle "rivalità" tra operatori che si garantivano posizioni dominanti con contratti come quello oggi risolto». Con questa operazione, che però non è escluso possa generare nuovi ricorsi al Tar, il Comune intende far fare un cambio di passo al bacino della Majelletta: «Il pubblico deve riappropriarsi del suo ruolo di programmazione, sinora, invece, i privati decidevano cosa, come e quando fare qualcosa. Non a caso è l’unica montagna che va ancora avanti solo con lo skilift è la nostra. E ancora, non a caso il collegamento Majelletta-Passolanciano non è mai diventato realtà».(a.i.)