Delitto Del Vecchio, atti alle sezioni unite
VASTO. L’annullamento della sentenza di primo grado emessa a maggio 2014 dal tribunale di Vasto e il rinvio del caso alla Corte d’appello per la rideterminazione della pena, tenendo conto della...
VASTO. L’annullamento della sentenza di primo grado emessa a maggio 2014 dal tribunale di Vasto e il rinvio del caso alla Corte d’appello per la rideterminazione della pena, tenendo conto della gravità del fatto. Era quanto chiese, un anno fa, il sostituto procuratore Enrica Medori ai giudici della Corte di Cassazione nel ricorso presentato contro la sentenza per l’omicidio dei coniugi Del Vecchio a carico del figlio Marco. La richiesta, corredata da un dossier nel quale veniva contestata la concessione delle attenuanti generiche e ribadite, al contrario, le aggravanti, è stata discussa dalla Cassazione che ha deciso di inviare gli atti alle Sezioni Unite. Non si conoscono le motivazioni né quale delle contestazioni del pm siano state ritenute valide. Sta di fatto che la vicenda potrebbe riservare un nuovo capitolo. Di sicuro il procedimento giudiziario a carico di Marco Del Vecchio non è chiuso in via definitiva. L’uomo è stato condannato per l’uccisione dei genitori, Emidio e Adele Tumini, a venti anni di reclusione. Due omicidi aggravati dalla minorata difesa del padre. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Raffaele Giacomucci, ha sempre rimarcato le precarie condizioni del suo assistito e l’incapacità di intendere e volere in determinate circostanze. Il legale dopo la sentenza di primo grado ha rinunciato a presentare appello. Emidio Del Vecchio e la moglie Adele Tumini furono uccisi la sera del 17 novembre 2012. I corpi furono trovati la mattina dopo dalla figlia. Le vittime vennero colpite con centinaia di coltellate, poi avvolte in due grandi coperte e nascoste sotto il letto della camera del figlio Marco. L’uomo fu arrestato a distanza di 4 ore dalla scoperta dei corpi straziati dei genitori nel centro di Vasto. Era in stato confusionale. (p.c.)

