Delitto Lizzi, 6 mesi senza l’assassino

6 Agosto 2018

Monteodorisio, il caso del pensionato ucciso in casa: ma le indagini non si fermano

MONTEODORISIO . Sono trascorsi sei mesi dal ritrovamento del corpo senza vita di Antonio Lizzi, pensionato 69enne, ma il giallo resta irrisolto. Più di una persona venuta in vacanza nel Vastese in questo periodo si è fermata davanti alla casa di contrada Marracola. Una sorta di turismo macabro come era già avvenuto per l’omicidio d’Elisa. E tutti si pongono la stessa domanda: cosa può aver cercato l’assassino in una casa priva di ogni lusso? Il movente non è stato sicuramente economico. Ma neppure passionale, dal momento che nessuna delle tracce rinvenute ha un Dna femminile. Si è trattato quindi di violenza gratuita e brutale. Balordi arrivati da chissà dove e forse sorpresi dalla vittima al suo rientro a casa. Nessuna delle impronte trovate nella casa delle vittima e sul corpo del pensionato sono state comunque utili a identificare l’assassino. I Ris hanno comparato le impronte con quelle di tutto il paese. Dagli esami comparati del Dna arriva da Roma un’unica certezza: gli assassini non abitano a Monteodorisio. La casa in cui è avvenuto il delitto resta sotto sequestro. Le forze dell’ordine hanno lasciato i sigilli anche a porte e finestre. Le indagini dei carabinieri non sono infatti finite. Con il passare dei mesi però sono sempre di più coloro che pensano che l’assassino di Antonio Lizzi non sarà mai trovato. Anche il furgone Fiat Fiorino dell’uomo è ancora sotto sequestro, così pure lo zainetto con le rotelle che Lizzi portava sempre con sé. (p.c.)