Demolita Villa Maccarone: prende forma l’area verde

A Filippone ci sarà per la prima volta un luogo di aggregazione per i residenti L’assessore Rispoli: «Opera finita in estate con la zona di sgambamento cani»
CHIETI. In due giorni, giovedì e venerdì scorsi, Filippone ha visto sparire l’ex Villa Maccarone. Per le decine di palazzine intorno il panorama è improvvisamente cambiato. Lo stabile di proprietà comunale, da tempo inagibile, lascerà il posto, insieme a tutto il terreno circostante, a un parco urbano, il primo del popoloso quartiere periferico che ha sempre sofferto di mancanza di centri di aggregazione. Il parco ospiterà anche un’area di sgambamento per i cani, la cui realizzazione da anni viene richiesta in città. I lavori, finanziati con circa 200mila euro di fondi Pnrr, sono partiti un mese fa.
«Abbiamo già proceduto alla pulizia di tutto il verde incolto e degli alberi a rischio crollo», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «c’è stata anche un’attenta operazione per la bonifica dell’amianto e, dalla settimana prossima, inizieremo con l’eliminazione delle macerie. Ritengo che per l’estate prossima questo quartiere potrà avere finalmente un suo parco e la città potrà usufruire dell’attesa nuova area di sgambamento».
Il progetto è stato realizzato dall’architetto Matteo Michetti. Prevede che il nuovo parco sia accessibile dalla strada principale del rione, via San Camillo de Lellis. Il parco rappresenterà un polmone verde in mezzo a decine di palazzine strette l’una contro l’altra.
L’area verrà dotata di percorsi, servizi (come bagni pubblici e fontanelle), arredo (panchine, cestini, recinzioni, staccionate) e di un parco giochi. L’area di sgambamento, che dovrebbe trovare posto in una posizione adiacente all’ingresso ovest, sarà recintata per permettere ai proprietari dei cani di lasciare liberi gli animali, con un ingresso che non permetta ai cani di uscire ed entrare a piacimento. La superficie totale ammonta a 1.820 metri quadrati per lo più di proprietà comunale, una parte è invece di proprietà dell’amministrazione provinciale. L’iter è partito a gennaio del 2021, quando il Comune ha presentato istanza per l’ammissione ai contributi per la rigenerazione urbana del Pnrr.
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