Demolito l’asilo in una settimana Duecento alunni tornano a scuola

17 Marzo 2024

Del nido “ Il Sorriso” restano le macerie che la ditta incaricata delle opere di ricostruzione sta smaltendo Il nuovo edificio va realizzato entro il 2026, così come prevede la normativa sui finanziamenti del Pnrr

LANCIANO. Un cumulo di macerie che si stanno già togliendo: è quel che resta del nido Il Sorriso a Marcianese finalmente demolito. Un abbattimento atteso da mesi che ha portato anche alla chiusura, per una settimana, dell’adiacente scuola elementare perché i lavori sono stati definiti, nell’ordinanza di sospensione delle attività didattiche firmata dal sindaco Filippo Paolini: «non compatibili con il funzionamento del plesso scolastico». Lavori definiti pure «urgenti», tanto che non si sono attese le vacanze pasquali per farli, perché si rischiava di perdere i fondi Pnrr, 1.400.000 euro, che finanziano l’opera. Tempi rispettati, nido demolito e domani i 200 alunni della scuola primaria possono riprendere gli zaini e rientrare in classe, anche se con il cantiere dovranno convivere.
«La ditta Eco Scavi Srl di Frosinone ha demolito il nido giovedì e sta provvedendo con lo smaltimento dei detriti», spiega l'assessore lavori pubblici Paolo Bomba, «poi creerà, con lo scavo, anche la base del nuovo nido perché subito dopo inizierà la ricostruzione». E sulla ricostruzione e il proseguo dei lavori hanno chiesto delucidazioni i genitori degli alunni. «La ricostruzione del nido è stata già aggiudicata alla ditta campana Corbo Group Spa di Sessa Aurunca (Ce) per 864.340,83 oltre Iva», riprende Bomba, «ed essendo un’opera Pnrr deve essere pronta entro il 2026. Ad ogni modo incontreremo la ditta per il cronoprogramma dei lavori e saremo più precisi. Possiamo dire che nel cantiere, ben delimitato, ci sarà la movimentazione dei mezzi che avverrà come oggi, negli orari non di ingresso e uscita degli alunni da scuola, e comunque sempre con una persona a terra che controlla gli spostamenti per evitare che non ci siano pericoli».
Ma, i fondi Pnrr sono stati ottenuti in realtà per due nidi; 1.4 milioni per il Sorriso, 1.3 per la Campanella in viale Marconi, che però pone problemi per la demolizione. «La Sovrintendenza ha imposto di non demolire la struttura esterna perché c’è un vincolo storico, essendo un edificio anni ’30 e quindi l’abbattimento costerà molto», spiega l’assessore. «Il costo della demolizione è a carico del Comune; ma se per Il Sorriso è stato di circa 400 mila euro, per la Campanella si parla di 700 mila euro, soldi inseriti nel triennale delle opere pubbliche e nel bilancio di previsione ma che dovevamo reperire. Una somma ingente che ha posto riflessioni in giunta perché un mutuo avrebbe ingessato il programma degli investimenti, ma la rinuncia avrebbe comportato la restituzione dei fondi Pnrr. Siamo riusciti a sbrogliare la matassa partecipando ad un bando Gse Spa nel quale siamo rientrati. Attendiamo l’ufficialità, ma dovremmo aver ottenuto circa 400mila euro che ci permette, aggiungendo altri 300mila euro, di far partire l’iter anche per la demolizione e ricostruzione della Campanella».
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