Denso, c’è l’accordo al ministero: in 80 verso la pensione anticipata

L’intesa prevede che gli operai lascino lo stabilimento entro il 31 marzo con la fine dell’anno fiscale Rossi (Uil): «Grazie al ricorso ai contratti di espansione, trovato il modo per evitare i licenziamenti»
SAN SALVO. Vertenza Denso: firmato l'accordo con il ministero del Lavoro per altre uscite volontarie dalla fabbrica di Piana Sant'Angelo. Verso la pensione anticipata 80 dipendenti. Dovranno lasciare la fabbrica entro la fine dell'anno fiscale che termina il 31 marzo. L'accordo è stato raggiunto ieri mattina nel corso di un incontro telematico con il ministero del Lavoro e la Regione al quale hanno partecipato Confindustria, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil e le rsu di fabbrica. L'organico della Denso, che a fine anno contava 1070 lavoratori con l'uscita di 125 dipendenti attualmente è sceso a 945 lavoratori che dovranno diventare 865 a fine marzo.
«Siamo soddisfatti», ha dichiarato ieri al termine dell'incontro Roberto Rossi, rsu della Uil. «Grazie ai contratti di espansione è stato trovato un modo per evitare licenziamenti e iniziative non traumatiche. Certo il momento è critico. L'auspicio è che l'automotive si riprenda e il mercato dell'auto diventi più stabile. È indispensabile per pensare con positività al futuro e programmare investimenti».
La vertenza Denso è stata seguita passo passo dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Alfredo Fegatelli, Primiano Biscotti e Nicola Manzi. Grande è stato anche l'impegno dell'assessore regionale Pietro Quaresimale che sta seguendo la fase di transizione delle aziende e il supporto dei due parlamentari abruzzesi del M5S, Carmela Grippa e Gianluca Castaldi. Sono stati questi ultimi a novembre a incontrare la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, rappresentandole le difficoltà delle realtà industriali del Chietino e i rischi sull'occupazione. In quella occasione Grippa e Castaldi hanno anche chiesto l'approvazione del Cis, Contratto istituzionale di sviluppo di industria sostenibile. Il contratto prevede un centro per l'innovazione e la ricerca nel campo dell'automotive, in prospettiva di un miglioramento complessivo di tutte le infrastrutture, dal trasporto all'approvvigionamento energetico.
L'accordo firmato ieri è un grosso salvagente lanciato ai lavoratori della Denso. Per poter usufruire dei contratti di espansione occorre essere a 5 anni dal pensionamento. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri in fabbrica per verificare se e quanti lavoratori possono usufruire entro fine marzo dello scivolo pensionistico e quanti altri dovranno andare in cassa integrazione.
L'auspicio è che anche Pilkington riesca ad ottenere un buon numero di contratti di espansione. Pilkington ha purtroppo rivelato alle rsu le difficoltà nel bilancio provocate oltre che dalla crisi dell'automotive anche dagli elevati costi delle bollette. Oltre ai contratti di espansione l'industria vetraria dovrà ricorrere ad altre forme di riduzione del personale. La cassa integrazione scade il 13 febbraio. Subito dopo sono previsti nuovi provvedimenti. I sindacati hanno chiesto l'appoggio delle istituzioni e all'azienda iniziative per migliorare la saturazione delle linee produttive, a partire dal rifacimento del Float. (p.c.)
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