Denso, c’è l’impegno a proseguire I sindacati: ci vuole nuovo lavoro

21 Luglio 2023

Si è concluso con tanti buoni propositi l’incontro di ieri tra l’azienda dell’automotive e i sindacati Manzi (Uil): qualcosa si muove. Fegatelli (Fiom): sì all’area di crisi. Laviano (Fim): basta palliativi

SABN SALVO. L'impegno della Denso a portare a San Salvo nuovi ordinativi. Il mantenimento delle attività e il ricorso all'isopensione. L'incontro avuto ieri dai rappresentanti sindacali con la dirigenza del colosso giapponese si è concluso con tanti buoni propositi. Restano i problemi della crisi e della cassa integrazione che non fanno dormire sonni tranquilli alle maestranze. «Qualcosa si è mosso ma la vera soluzione», afferma il segretario provinciale delle Uilm, Nicola Manzi, «è portare subito nuovo lavoro». Nella fabbrica di Piana Sant'Angelo ci sono ancora 150 lavoratori in cassa integrazione. «Il lavoro insieme ai contratti di espansione e all'isopensione a novembre di 33 dipendenti possono aiutare a superare la crisi. Ma è determinante portare lavoro. Non mi stancherò mai di dirlo», insiste Manzi.
Rispetto a un anno fa la situazione è migliore, ma ci sono ancora tante zone d'ombra. Quello che accade alla Denso non piace affatto alla Fiom. «Gli ammortizzatori sociali in deroga», spiega il segretario della Fiom-Cgil di Chieti, Alfredo Fegatelli, «dovrebbero finire a ottobre. C'è la necessità di individuare altri strumenti per affrontare la difficile situazione della Denso. La risposta non può essere la cassa integrazione per transizione senza garanzie certe sulle lavorazioni e la gestione non traumatica dei lavoratori che potranno agganciarsi alla pensione. Questo strumento senza garanzie di nuove lavorazioni rischia di essere uno strumento dannoso. Va data la priorità alle nuove lavorazioni e salvaguardare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che non avranno la possibilità di poter accedere alla pensione. Fondamentale è avviare il percorso di "Area di crisi complessa" per avere risposte certe per il futuro sia per la Denso ma anche per altre aziende di questo territorio. Come Fiom», conclude Alfredo Fegatelli, «esprimo preoccupazione e chiedo alle istituzioni di intervenire nel più breve tempo possibile per salvaguardare il patrimonio tecnologico di questo territorio».
Blindare la capacità occupazionale e ottenere progetti lavorativi per il futuro è quanto chiede il segretario della Fim Cisl, Marco Laviano. «È necessario innanzi tutto che Denso creda fortemente nel sito di San Salvo», afferma Laviano. «Chiediamo aiuto alla politica con iniziative industriali di settore per gestire la transizione. Non bastano palliativi. Servono nuovi progetti industriali che garantiscano il futuro e investimenti strutturali pubblici per superare questo biennio. Le dinamiche dell'automotive influenzano la transizione. La politica deve aiutare e invogliare i privati a credere nella fabbrica di Piana Sant'Angelo», conclude Laviano .
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