Denso, incentivi per i lavoratori C’è attesa per le decisioni Inps

3 Febbraio 2022

Il vertice con il ministero del Lavoro sui contratti di espansione aggiornato a martedì prossimo I sindacati puntano agli ammortizzatori sociali per aiutare le famiglie: «Servono tutele per 80 operai»

SAN SALVO. Fumata nera per la Denso di Piana Sant’Angelo. L’incontro di ieri mattina in videoconferenza con il ministero del Lavoro per discutere dei contratti di espansione è stato aggiornato all’8 febbraio prossimo. Il ministero ha dato segnali di apertura ma l’Inps non ha ancora emesso la circolare attuativa. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale al lavoro e formazione, Pietro Quaresimale, i segretari di Fim, Fiom e Uil Fismic, Primiano Biscotti, Alfredo Fegatelli, Nicola Manzi e Nicola Amicucci e le rsu rappresentanti dell’azienda e di Confindustria. Il tavolo era stato convocato per discutere delle modalità di adesione ai contratti di espansione. «Manca ancora una circolare attuativa dell’Inps che esplica le modalità di attuazione dei contratti. In particolare», fanno sapere i sindacati, «va chiarita la data entro la quale il lavoratore deve lasciare il posto di lavoro per beneficiare del contratto di espansione. L’incontro è stato aggiornato all’8 febbraio, salvo l’Inps non faccia prima le comunicazioni».
Il colosso giapponese ha dichiarato da tempo 200 esuberi. Al momento 110 lavoratori sono usciti volontariamente grazie ai contratti di espansione, una decina dovrebbe uscire a breve. Restano 80 lavoratori in esubero che devono lasciare la fabbrica entro la fine dell’anno fiscale: 31 marzo. I sindacati, proprio per questo, sollecitano l’Inps a emanare la circolare il prima possibile.
Il periodo non è felice in nessuna fabbrica del territorio. La crisi dell’automotive e la digitalizzazione delle industrie stanno trasformando gli organici delle aziende. In questo scenario, i sindacati cercano di ricorrere a qualsiasi ammortizzatore sociale. Non è escluso che si cerchi di riavviare gli incentivi all’esodo volontario.
Il colosso giapponese a ottobre 2021 aveva annunciato 56 milioni di investimenti da spalmare in 4 anni fiscali; finanziamenti per il miglioramento delle attuali linee, per l’insourcing, la formazione, la digitalizzazione e possibili nuove produzioni. Fino ad oggi, il piano non è ancora partito e le nuove produzioni restano un’incognita. La caduta dei volumi produttivi, dovuti alla pandemia e alla crisi dei semiconduttori, ha determinato nel corso dell’anno fiscale che terminerà il 31 marzo l’aggravarsi progressivo della situazione. L’incertezza di mercato ha fatto sì che la Denso ad oggi non abbia ancora deciso dove allocare in Europa la produzione dei motori elettrici. La situazione è delicata e i sindacati ritengono necessario monitorarla affinché si creino le condizioni finanziarie e di formazione del personale per far sì che quando la casa madre prenderà decisioni in merito all’elettrificazione, San Salvo venga tenuta in considerazione e possa avere la sua parte per garantire il futuro del sito produttivo del Vastese.
A inizio settimana, il sindaco di Vasto, Francesco Menna ha garantito il proprio impegno per la risoluzione della vertenza Denso al fianco della collega di San Salvo, Tiziana Magnacca. L’assessore regionale Quaresimale sta seguendo la vicenda e in più occasioni ha dichiarato l’appoggio della Regione e così pure il collega alle Attività produttive, Daniele D’Amario.