Denso investe, addio ai contratti di solidarietà

Il patto per l’innovazione con Invitalia apre uno spiraglio per altre 20 assunzioni I sindacati sono cauti: i segnali di ripresa ci sono, ma è ancora tutto da decidere
SAN SALVO. Il 2014 si è aperto per la Denso con un investimento di 100 milioni di euro e si chiude con un contratto da 50 milioni. Linee di produzione ad alto contenuto tecnologico e la produzione di prodotti innovativi. Serviranno a questo i 50 milioni di investimenti annunciati tre giorni fa dalla Denso manufacturing Italia dopo l'accordo firmato con Invitalia per lo sviluppo industriale del sito abruzzese, per sostenere il processo di innovazione tecnologica e incrementare la capacità produttiva dello stabilimento di San Salvo.
La firma non solo permetterà di salvaguardare l’attuale livello occupazionale dello stabilimento di San Salvo, che dà lavoro a 984 persone, ma creerà nuova occupazione per 20 addetti. La notizia ha fatto tirare un respiro di sollievo al territorio. I sindacati però non abbassano la guardia e preferiscono mantenere un atteggiamento estremamente prudente. Almeno fino a fine mese.
«A novembre scade un anno di solidarietà. A fine mese incontreremo i responsabili dell'azienda per programmare il futuro», dice Primiano Biscotti, segretario provinciale della Csil. «I segnali di ripresa ci sono. Va dato atto a Denso di avere investito e creduto nel sito produttivo di San Salvo. Probabilmente non sarà necessario fare un altro anno di solidarietà e si ricorrerà ad altri ammortizzatori sociali, ma è tutto da decidere», afferma Biscotti senza sbilanciarsi. La direzione aziendale della Denso Manufacturing Italia ha espresso la propria soddisfazione per il Cds, che ha coadiuvato la realizzazione di un piano industriale che prevedeva il completo rinnovamento della gamma di prodotti e delle tecnologie di produzione, per il quale sono stati investiti oltre 100 milioni di Euro negli ultimi quattro anni.
«Le innovazioni di prodotti e processi produttivi, hanno determinato un livello di competitività dell’azienda, tale da farle acquisire commesse da tutti i principali carmakers europei e che consentirà un consistente aumento del fatturato e della quota di esportazione», si legge in una nota diffusa del colosso giapponese. In questo periodo l’industria giapponese che produce sistemi integrati e componentistica per auto, sta consegnando i nuovi prodotti: motorini di avviamento e nuovi alternatori. Non solo a Fiat e Toyota ma a dieci case automobilistiche. Gli ultimi prestigiosi clienti sono Audi e Mercedes. Ottobre è il mese delle verifiche.
Dopo un’attenta valutazione dell’andamento autunnale, l’azienda deciderà il da farsi.
Al momento, per scaramanzia e per non creare false illusioni, nessuno azzarda ipotesi, ma è evidente che il territorio confida nel rivoluzionario programma di rilancio iniziato nel 2012.
Paola Calvano
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