Denso, nuova cassa integrazione C’è la pre-intesa per altri sei mesi

17 Ottobre 2024

Accordo per chiedere al governo la proroga degli ammortizzatori sociali in scadenza il 31 ottobre La parola ora al ministero: qualora arrivasse l’approvazione, si tratterebbe del quarto rinnovo

SAN SALVO. Crisi e transizione: le aziende alla ricerca di soluzioni. Importante incontro ieri mattina nello stabilimento della Denso di Piana Sant'Angelo a San Salvo nel corso del quale i rappresentanti del colosso internazionale, Confindustria e le organizzazioni sindacali, insieme alle rsu, hanno siglato un accordo. Firmata una pre-intesa per richiedere al governo ulteriori sei mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria, in scadenza a fine ottobre. Un passaggio che il direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara-Teramo, Luigi Di Giosaffatte, ritiene fondamentale. «Va espresso un giudizio assolutamente positivo», afferma Di Giosafatte, «per un’azienda che tanto ha dato al territorio abruzzese in più di 40 anni e che nella rivisitazione del mercato mondiale dell'auto dovuta alla transizione green intende continuare a fare impresa nella filiera automotive abruzzese della quale resta fra le maggiori aziende». Dello stesso avviso è il segretario della Fismic, Nicola Amicucci: «L'accordo raggiunto ieri è assolutamente positivo visti gli scenari nazionali e internazionali che riguardano il mondo dell’automotive e che sono decisamente più preoccupanti».
L'ultima parola spetta tuttavia al ministero. Qualora la nuova proroga venisse concessa, si tratterebbe della quarta. L'impegno della Denso a voler traghettare l'azienda verso un futuro più positivo è innegabile. Il colosso giapponese è alla ricerca di soluzioni, non ultimo il ricorso all'isopensione. Sono ben 227 le domande presentate dai lavoratori e la procedura telematica a carico dell'Inps è stata avviata.
«La situazione resta tuttavia preoccupante», afferma Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom . «Gli ammortizzatori sociali sono necessari ma stanno erodendo le retribuzioni dei lavoratori. Per questo è urgente trovare nuove lavorazioni. Abbiamo richiesto di tornare al ministero delle Imprese per mantenere aperto il tavolo della discussione iniziata a giugno».
Quello che accade nel settore auto preoccupa tutte le aziende italiane ed europee. Nessuno sa quello che accadrà nel 2025. «La speranza», dice Marco Laviano, segretario di Fim, «è che il ministero accetti la proroga proposta da Denso, Confindustria e sindacati. È positivo che sia stato trovato un accordo. Va però ricordato che al ministero c'è un tavolo aperto e che doveva essere riconvocato a luglio. Le criticità del settore auto sono sempre più evidenti. Il governo va responsabilizzato».
Ieri alla Denso si sono tenute anche le assemblee in preparazione dello sciopero di tutte le attività legate all'automotive in programma domani a Roma.
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