Denso, nuova cassa integrazione Ma questa volta si resta a casa

20 Marzo 2022

L’azienda ricorre all’ammortizzatore a zero ore. I sindacati chiedono la rotazione tra i 950 dipendenti Cambio alla guida dello stabilimento: via l’ad Shuji Ito, dal Brasile arriva il direttore Francesco Monaco

SAN SALVO. Passaggio del testimone alla Denso di San Salvo. L'amministratore delegato Shuji Ito, da due anni a San Salvo, va via. Al suo posto arriva Francesco Monaco, già general director dello stabilimento Denso in Brasile. Un manager dalle grandi capacità. Pare che il cambio al vertice non sarà l'unica novità per il colosso internazionale metalmeccanico. L'organigramma sarà rivisto e verranno adottate decisioni tenendo conto di quanto accade nel mondo. Al momento tuttavia è ancora tutto da decidere.
Al di là di questo sono altre le vicende che tengono le famiglie dei lavoratori con il fiato sospeso. «La crisi», dice Primiano Biscotti, segretario della Cisl, «non risparmia Denso e la guerra in Ucraina ha aggravato la situazione. Denso ricorrerà alla cassa integrazione a zero ore». I sindacati chiedono che l'ammortizzatore sociale venga adottato a rotazione fra i 950 dipendenti.
Martedì è in programma una riunione fra azienda e sindacati per definire i cosiddetti “contratti di espansione” e verificare quanti lavoratori potranno usufruirne subito e quanti dovranno agganciare ai contratti di espansione la cassa integrazione. Il meccanismo permetterà ai lavoratori di andare in pensione 7 anni prima. La sottoscrizione dell’intesa sui contratti di espansione è stata firmata un mese fa a Roma al ministero del Lavoro. Previsto, come detto, l’accompagnamento alla pensione per circa 80 lavoratori e la nuova assunzione di 27 figure professionali a tempo indeterminato. I nuovi contratti, in linea con quanto già condiviso nel 2021, si sono resi necessari per dare continuità ai processi di reindustrializzazione e riorganizzazione intrapresi dalla Denso, finalizzati ad una maggior efficienza del sito di San Salvo in previsione della cosiddetta elettrificazione del settore automotive, con il progressivo abbandono dei motori a combustione. Al momento il lavoro non manca.
«Abbiamo diversi ordinativi da soddisfare», conferma il coordinatore delle rsu Uil, Pino Di Santo. «Non sono previste soste». Non nasconde di essere comunque molto preoccupato il segretario della Cisl, Primiano Biscotti. «La situazione è critica», dice, «già 130 lavoratori sono andati via. I costi energetici e la guerra in Ucraina non gioveranno di certo. Ma più che il presente quello che preoccupa è il futuro». Biscotti è perentorio: «nello stabilimento di San Salvo devono arrivare nuovi prodotti. È assolutamente indispensabile. La crisi Denso si è aggravata con la mancanza dei semiconduttori e da un mercato dell'auto che stentava a ripartire già prima della guerra in Ucraina e del caro carburante, quello che accade in questi giorni non favorirà certo la situazione». In attesa di nuovi ed eventuali investimenti sul settore, i sindacati ritengono sia indispensabile portare a San Salvo produzioni alternative a quelle attuali per evitare che il ricorso alla cassa integrazione sia massiccio. Lo stabilimento di San Salvo chiede di lavorare. «Va garantito il futuro ai dipendenti», insiste Biscotti. (p.c.)
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