Denunciati i due contagiati nel funerale

12 Maggio 2020

Vasto. Il sindaco segnala la coppia che il 30 aprile era a Campobasso per le esequie di un parente rom. Scatta anche la multa

VASTO. Contagiati e anche denunciati. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha denunciato alle autorità preposte la giovane coppia di Vasto che ha partecipato con la figlioletta, il 30 aprile scorso, a un funerale rom a Campobasso contraendo il coronavirus. I due genitori non hanno rispettato gli obblighi di legge sugli spostamenti e i divieti di assembramento riunendosi a Campobasso sotto l’abitazione di un defunto. I due riceveranno anche una multa salata (che potrebbe arrivare a 500 euro visto il passaggio di regione) per non aver rispettato le leggi in vigore durante il lockdown. La squadra mobile di Campobasso sta indagando sull’origine del contagio. C’è anche il sospetto che il virus sia arrivato dall'Abruzzo. La donna vastese risultata positiva sabato 9 maggio, è in ospedale; il marito e la bambina sono a casa. Le forze dell’ordine piantonano l’abitazione per evitare che l’uomo possa uscire, magari per cercare di andare a trovare la moglie.
L’auto con la quale l’uomo ha raggiunto Campobasso è stata sequestrata e la polizia ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. «È stata avviata anche un’approfondita indagine epidemiologica», dice Menna. «La Asl è riuscita a rintracciare già altri dieci parenti che hanno avuto contatti con loro. Tutti e dieci sono stati messi in quarantena. Stiamo cercando di evitare in tutti i modi che a Vasto possa verificarsi quello che è accaduto a Campobasso», dice Menna. Nel capoluogo molisano, i contagi sono saliti a 72. La vicenda sta facendo molto discutere, e non solo in Molise.
Gli investigatori stanno cercando di scoprire da quali e quante località sono arrivati il 30 aprile a Campobasso amici e congiunti del rom deceduto. il fratello del defunto si è detto affranto per quello che sta succedendo. Il rito funebre al cimitero pare sia avvenuto in maniera intima. Fuori dal condominio in cui il morto abitava, invece, si sarebbero verificati assembramenti e ci sarebbero stati gli abbracci di conforto nonostante il rischio Covid-19 e il divieto di avvicinarsi a meno di un metro da altre persone. La scena è stata registrata con un telefonino. Ora grazie a quelle immagini, la polizia sta cercando di dare un nome a tutti i presenti.
Il numero di abruzzesi finiti nei guai potrebbe dunque crescere. Certo è che il 30 aprile in quel cortile c’era una persona contagiata. Dopo una settimana i contagi sono diventati 22 e ieri sono diventati 60. Dall’Abruzzo pare che ci siano state anche altre trasferte oltre quella di Vasto. Anche su questo punto tuttavia indagano le forze dell’ordine. «Chiedo», dice il sindaco di Vasto, «a parenti e amici dei contagiati che hanno avuto contatti con la coppia o, peggio, con il gruppo di partecipati al funerale, di dichiararlo spontaneamente dimostrando saggezza e maturità. Chi ha avuto dei contatti si faccia controllare. Questa storia insegna», conclude Menna, «che le regole imposte per limitare il contagio non sono capricci, ma necessità. Chi tiene alla propria salute e alla salute dei propri cari deve rispettarle».
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