Deposito di gpl al porto l’azienda spiega il piano

Ortona, la Seastock annuncia un info point in cui dare chiarimenti sull’impianto Castiglione: «Non serve: il consiglio comunale e 2mila cittadini hanno detto no»
ORTONA. Un info point per spiegare il progetto nel dettaglio. La Seastock srl non si arrende all’estesa ostilità della popolazione ortonese, che ha trovato nel consiglio comunale un nuovo alleato e annuncia un’iniziativa volta a fornire tutte le informazioni sull’impianto di stoccaggio di gas di petrolio liquefatto intenzionata a realizzare nell’area portuale. «Un’operazione verità», la definisce la società controllata dal gruppo Walter Tosto, poichè «sul piano per la creazione del deposito per gpl è stata riscontrata disinformazione diffusa tra la popolazione».
L’idea della Seastock è di avviare, già dai prossimi giorni, una campagna informativa per fornire tutte le risposte di cui Ortona ha bisogno. «A tal proposito», scrive la società sulla sua pagina facebook, «verrà istituito un punto di ascolto con presidio fisso nel centro della città dove le persone potranno porre quesiti, presentare proposte, critiche, consigli, assistere a workshop informativi tenuti da esperti del settore e candidarsi per opportunità di lavoro presso la Seastock srl».
Le reazioni alla notizia non hanno tardato ad arrivare e, oltre alla cittadinanza che ha ribadito in gran numero sui social di non volere l’impianto, sono giunti commenti anche di rappresentanti della politica locale. Tra questi c’è il consigliere comunale di minoranza, Leo Castiglione: «Ben venga il punto informativo», dice, «peccato che lo si faccia con due anni di ritardo, sottovalutando la città e gli ortonesi. Ora che il consiglio comunale si è pronunciato in modo chiaro contro l’insediamento del deposito gpl e i cittadini hanno protocollato duemila osservazioni, la società presta attenzione all’informazione. Assolutamente tardiva. Un imprenditore dovrebbe sempre preoccuparsi di dialogare con la comunità in cui intende investire e non pensare di poterla bypassare». Il fronte del no si aggrappa proprio alle circa duemila osservazioni giunte all’Ufficio protocollo, che andranno a costituire un ulteriore tassello di una procedura su cui si dovrà esprimere definitivamente il Mise.
«Sono stati i cittadini e le associazioni che si sono sobbarcati l’onere di suddividere per capitoli, leggere, cercare collaborazioni scientifiche per smontare, sia dal punto di vista tecnico che giuridico, progetti di certo impatto, progetti che non c’entrano niente con i territori su cui vengono calati, men che meno con le economie emergenti, e la nuova visione in campo energetico», sostengono il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina e Legambiente Abruzzo.
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