Deposito gpl, il sindaco: da Roma solo silenzi

Il progetto per il porto di Ortona, Castiglione contro il ministero: pratica bloccata da mesi, subito il no
ORTONA. Sono silenzi che preoccupano il sindaco Leo Castiglione quelli che arrivano da Roma in merito al progetto di realizzazione di un deposito gpl in area portuale. L’apparente calma piatta sulla questione che ha fatto tanto parlare negli anni scorsi non lascia dormire sonni tranquilli al primo cittadino ortonese che continua ad attendere notizie dal ministero dello Sviluppo economico. La pratica giace sui tavoli del Mise da mesi senza che si sia arrivati a una decisione definitiva. Il dicastero è chiamato a dare il consenso o meno al progetto della Seastock ma la situazione è – almeno apparentemente – congelata, nonostante i solleciti che il Comune ha trasmesso agli uffici romani affinché convochi la conferenza dei servizi decisiva. Il sindaco, nel consiglio comunale di sabato scorso, è tornato ad affrontare la tematica palesando tutti i suoi timori: «Questo silenzio non piace né a me né alla città», ha dichiarato Castiglione. «Siamo preoccupati, tant’è che insieme al dirigente comunale e al nostro avvocato abbiamo scritto di nuovo al ministero dello Sviluppo economico perché deve pronunciarsi». L’11 gennaio 2018 sembrava dovesse essere il giorno della svolta, essendo stata fissata la conferenza dei servizi decisiva. Tuttavia, due giorni prima di quella data, era arrivato un avviso dal ministero che comunicava il rinvio della riunione a data da destinarsi. Uno slittamento che era stato giustificato con un «per sopraggiunti inderogabili motivi», senza specificare altro. Da quel momento non ci sono stati più sviluppi concreti.
I silenzi provenienti da Roma avevano spinto, lo scorso 26 ottobre, il Comune ad inviare un sollecito. Ma anche in quel caso non c’erano state novità. Più di recente invece, a febbraio, in occasione della visita in città di Luigi Di Maio, a quest’ultimo era stata consegnata la stessa lettera che ad ottobre l’amministrazione aveva inviato al Mise. Il vicepremier aveva confermato durante quella giornata che non sarebbe stata concessa l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto, ma due mesi dopo quell’incontro non ci sono ancora notizie ufficiali. «Se entro breve tempo il ministero non ci darà una risposta», ha annunciato il sindaco in consiglio e, «siamo pronti ad intraprendere altre azioni perché il deposito gpl è un pericolo per questa città». (a.s.)

