Depuratori, investimenti dopo i dissequestri

12 Settembre 2019

Lanciano. Chiusa la vicenda penale sui 12 impianti Sasi, entro fine anno appalti per 26 milioni di euro

LANCIANO. Ben 67 progetti tra nuovi impianti e allacci fognari; chiusura di 80 fosse Imhoff; 26 milioni di euro di fondi Masterplan da investire sulla depurazione: è la risposta della Sasi al problema degli impianti depurativi tornato sotto i riflettori dopo il dissequestro, da parte del giudice Andrea Belli, di 12 depuratori, tre a Lanciano e tre ad Atessa, due a Rocca San Giovanni e uno a Treglio, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri. Impianti sequestrati nel 2015 dalla Procura che li ritenne sottodimensionati, malfunzionanti, alcuni inattivi che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti e che hanno portato al processo, per reati ambientali, dell’ex presidente della Sasi, Domenico Scutti di Altino, e Alfiero Marcotullio di Roccamontepiano rappresentante della ex Ecoesse che ha gestito per tre anni gli impianti di Bomba, Quadri e Atessa. I due sono stati assolti dal giudice perché alcuni reati sono stati prescritti e altri perché il fatto non sussiste e di conseguenza gli impianti, affidati in questi anni ai sindaci, dissequestrati.
«Siamo stati nominati custodi giudiziari di quei depuratori», ricorda il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, «e fu un fulmine a ciel sereno; non avevamo nemmeno le chiavi degli impianti. Abbiamo avuto difficoltà e alla fine, visto che non avevamo competenze nella gestione dei depuratori e nemmeno la forza economica per sistemarli, di fatto li abbiamo continuati a far gestire dalla Sasi, sotto nostra supervisione. La società in questi anni ha lavorato; non ha la bacchetta magica ma ad esempio a Lanciano ha realizzato il nuovo depuratore a Santa Croce che ha alleggerito anche gli altri».
«Sono contento che si sia chiusa questa vicenda», aggiunge il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, «ma di questo sequestro rimane il rammarico di aver perso la Bandiera blu. Sono passati 5 anni, ora mi aspetto interventi maggiori sulla depurazione perché nei fiumi arriva di tutto e il tutto viene scaricato nel mare».
«Tutti i 12 depuratori hanno le autorizzazioni e i due di Rocca sono stati messi a norma», dice Pio D’Ippolito, responsabile dell'area operativa Sasi, «saranno comunque tolti e sostituiti con un impianto a San Vito e uno a Fossacesia. Entro fine anno appaltiamo 26 milioni di euro di progetti tra nuovi impianti, ammodernamenti, allacci fognari». «Sono soddisfatto per l'esito di un procedimento che ha creato problemi alla società e al vecchio Cda», chiude il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe, «la società ha sempre avuto fiducia nella magistratura e nell’esito positivo della vicenda. Ora si continuerà a lavorare sulla depurazione; grazie ai fondi Fas si sono risolti tanti problemi e i risultati sono evidenti, mi auguro che si possa fare altrettanto rispetto alle reti idriche con i finanziamenti necessari».
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