Derubò un’anziana in casa, finisce a processo

2 Giugno 2022

Rocco Bevilacqua, 32 anni di Vasto, è stato incastrato da un tatuaggio e da un paio di occhiali da sole

CHIETI. Finisce sotto processo Rocco Bevilacqua, 32 anni, vastese di etnia rom, accusato di essere un componente di una banda capace di organizzare «battute furtive» ai danni di «bersagli fragili», il più delle volte anziane sole o con mariti malati. Il giudice Andrea Di Berardino lo ha rinviato a giudizio per i reati di furto in abitazione pluriaggravato e indebito utilizzo di carta bancomat: la prima udienza, davanti al tribunale monocratico, è in programma il 18 luglio. La vittima accertata è una teatina di 81 anni. Le hanno portato via i risparmi che custodiva nel suo appartamento e i soldi che aveva sul conto corrente postale. Ma gli investigatori della terza sezione, guidati dal vice questore Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante, sono riusciti a identificare quello che è ritenuto il responsabile.
IL FURTO
Tutto comincia lo scorso 24 settembre. Due donne bussano a casa della vittima: assicurano di lavorare per l’azienda sanitaria e raccontano di trovarsi lì per verificare le condizioni dell’anziano marito della donna. Ma è solo un inganno per approfittare della fragilità emotiva della pensionata, che spalanca le porte alle criminali. Le ladre riescono a introdursi in camera da letto e a portare via 1.300 euro in contanti e il bancomat. Immediatamente dopo il furto, un uomo va a prelevare 600 euro con la carta sottratta all’anziana in uno sportello automatico delle Poste di San Giovanni Teatino.
L’INCHIESTA
Le indagini dei poliziotti specializzati nel perseguire i reati contro il patrimonio partono dalla visione delle telecamere dell’ufficio pubblico. Le immagini non sono di qualità eccelsa e quell’uomo indossa la mascherina chirurgica, gli occhiali da sole e un berretto. Ma i sospetti degli investigatori si concentrano subito su Rocco Bevilacqua, già in passato finito nei guai per episodi analoghi: il 32enne ha le stesse caratteristiche fisiche di quell’uomo. Non solo: il ladro immortalato dal sistema di videosorveglianza ha l’avambraccio sinistro avvolto da una pashmina, con il chiaro intento di voler nascondere un segno distintivo che possa renderlo riconoscibile. E Bevilacqua, sull’avambraccio sinistro, presenta un esteso tatuaggio tribale. Il terzo indizio è legato agli occhiali da sole ripresi dalle telecamere: gli investigatori documentano che sono identici a quelli indossati dal sospettato in altre circostanze.
LA DIFESA
L’imputato, difeso dagli avvocati Fiorenzo Cieri e Isabella Mugoni, respinge con forza le accuse ed è convinto di riuscire a dimostrare in dibattimento la sua completa estraneità. (g.let.)
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