Di Battista scomparso nel nulla, case e terreni di nuovo al setaccio

5 Ottobre 2023

I carabinieri tornano dove, quasi due mesi fa, è stato visto l’ultima volta il 72enne ex operaio Sevel Perquisite per tre ore l’abitazione in cui viveva l’uomo e quella della moglie alla ricerca di indizi utili

LANCIANO. «Alla ricerca di indizi e oggetti utili alle indagini perché il caso della scomparsa di Tommaso Di Battista non è chiuso»: queste le parole del capitano del nucleo operativo dei carabinieri della compagnia di Lanciano Giuseppe Nestola che, con i suoi uomini, ieri è tornato in contrada Rizzacorno, nella casa in cui viveva il 72enne di Lanciano, contadino ed ex operaio Sevel, scomparso nella notte tra sabato 12 e domenica 13 agosto. Senza documenti e cellulare, con un bancomat mai usato e senza segnalazioni di avvistamenti, l’uomo pare svanito nel nulla.
LA PERQUISIZIONE
Oltre tre ore per scandagliare a fondo la casa dove Di Battista dormiva, quella in cui vive la moglie (i due dormivano separati) e l’auto dell’uomo. I carabinieri sono tornati ieri mattina a Rizzacorno, in una delle ultime case della contrada che si perde tra le campagne e gli uliveti, dove viveva Di Battista, scomparso dal 13 agosto. I militari, col via libera della Procura, sono andati alla ricerca di oggetti, indumenti, indizi per ricostruire meglio gli ultimi spostamenti del 72enne, cosa possa essere accaduto nella notte in cui è sparito e nei due giorni in cui la moglie si è accorta della scomparsa ma non ha sporto denuncia. Ufficialmente dalle case i militari dicono di non aver portato via nulla, ma non si esclude che possano aver preso indumenti e oggetti dell’uomo. Ieri a casa c’era solo la moglie, Norina, che sospirando, a proposito della scomparsa del marito dice: «Lo so io quello che sto passando». Nel giorno della scomparsa invece con lei in casa c’era anche il figlio, che studia a Torino.
LE RICERCHE
Perquisizioni che si aggiungono alle ricerche portate avanti dai carabinieri dal giorno di Ferragosto, quando è arrivata la denuncia di scomparsa. La donna ha affermato che la mattina del 13, alle 8, non ha trovato il marito. Non si sarebbe allarmata subito perché era solito allontanarsi tra i campi. Si è invece preoccupata quando non è rientrato per il pranzo di Ferragosto. E dalle indagini è emerso che il loro ultimo incontro risaliva alla sera di sabato 12, al rientro dai due giorni trascorsi a Caserta dalla sorella della donna per dei lavori di giardinaggio. Si sono separati per la notte perché Tommaso dormiva in una casa senza intonaco e piuttosto fatiscente di fronte all’abitazione della moglie e dei figli con i quali c’era qualche attrito. Dal 16 quindi ricerche a tappeto con Protezione civile di Atessa con cani molecolari e squadre speciali dei vigili del fuoco; nucleo fluviale, sommozzatori e uomini sugli elicotteri e con i droni dotati di termoscanner. Territorio setacciato nonostante le tracce del 72enne fiutate dai cani si sono sempre fermate a 20 metri dalla porta di casa.
LE IPOTESI
Ricerche sospese dopo 12 giorni, ma indagini andate avanti perché ci sono “pezzi” di questo giallo estivo che non quadrano; come il ritardo nella denuncia di scomparsa, i dissidi familiari e tracce che spariscono davanti casa. Tra le ipotesi escluso il suicidio: nell’ultimo periodo il 72enne pare alzasse un po’ il gomito, per questi diverbi in casa, ma non aveva problemi di salute né economici. Sono invece plausibili l’allontanamento volontario, e in questo caso Di Battista sarebbe però un senzatetto, visto che soldi non ne aveva e il bancomat preso non è stato usato; oppure è morto, ma ci sarebbe un corpo da trovare. Da qui la ricerca di particolari che possano indirizzare le indagini, sentendo di nuovo anche la moglie, l’ultima ad aver visto Tommaso vivo.
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