Di Biase: non me ne vado ecco perché mi attaccano

14 Luglio 2019

L’assessore contestata da Forza Italia rivela i retroscena dello scontro aperto: «Abbandonata da Pagano. Così ho convinto Troiano a salvarci, ora patto con l’Udc»

CHIETI. «Io, adesso, non mi tiro più indietro: ho lavorato tanto e non me ne vado». L’assessore al commercio Carla Di Biase, appena entrata in Fratelli d’Italia, risponde così ai 5 consiglieri di Forza Italia che chiedono la sua cacciata dalla giunta. Si parla di un rimpasto di deleghe per ricostruire la maggioranza di centrodestra, approvare il bilancio entro il 7 agosto e salvare l’ultimo anno dell’amministrazione Di Primio: «Le deleghe sono nelle mani del sindaco e i rappresentanti dei partiti possono tranquillamente parlarne», dice Di Biase, «poi si vedrà». Ma a lasciare l’assessorato, come pretende Forza Italia, Di Biase non ci pensa nemmeno: «Non c’è ragione per cui io debba andarmene».
Candidata proprio con Forza Italia alle elezioni regionali del 10 febbraio scorso, Di Biase ha preso 1.540 voti ma la sua discesa in campo ha aperto uno scontro con Mauro Febbo. Un contrasto che, a distanza di 5 mesi, tiene in bilico il futuro di un capoluogo di provincia. Di Biase racconta i retroscena: «La verità è questa: il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, mi ha chiesto di candidarmi e mi ha chiesto anche di aiutarlo a ricomporre la frattura tra il sindaco Umberto Di Primio e Febbo. Io, ingenuamente, ho pensato che, candidandomi, avrei potuto dare un apporto all’elezione di Febbo: un giorno, al bar Cigno di Chieti Scalo, ci siamo incontrati io, Di Primio e Febbo con l’intenzione di provare ad andare avanti insieme, almeno a Chieti, e sfruttare la doppia preferenza. Ma Febbo ha rifiutato. Io non ho mai chiesto di non votare Febbo e votare me: ho semplicemente chiesto di aggiungere il mio nome sulla scheda». Alla fine, Febbo è stato il primo degli eletti (5.553) ed è diventato assessore e in consiglio regionale è entrato il secondo, Daniele D’Amario, coordinatore provinciale di Forza Italia. I dissidi però sono proseguiti fino alle dimissioni del sindaco, revocate lunedì scorso. «La cosa più grave in tutta questa storia», racconta Di Biase, «è la scomparsa di Pagano: né lui né D’Amario né Emilia De Matteo, coordinatrice cittadina e assessore, hanno mai favorito un incontro chiarificatore con Febbo. Io non sono per lo scontro ma per il confronto. Quindi, sono arrivati prima il mio allontanamento dal partito e poi la polemica con la consigliera Maura Micomonaco per il posizionamento delle giostre».
Il 2 luglio scorso, giorno del consiglio decisivo sul bilancio, a un passo dalla caduta, è stata Di Biase a convincere il consigliere di opposizione Mario Troiano (Chieti Da Capo) a restare in aula, garantire il numero legale e permettere l’approvazione della manovra: «Io una stratega? La politica è fatta di ragionamenti al momento giusto: in quel momento ho spiegato a Troiano che, in 10, sarebbe caduto il numero legale e saremmo tornati tutti a casa. Lui l’ha capito ed è andata bene». E adesso come si ricostruisce la maggioranza visto che in consiglio il sindaco può contare solo su 10 fedelissimi? «Si può ricucire con l’Udc», dice Di Biase in merito alle polemiche sulla Tari sollevate da Mario De Lio e Roberto Melideo, «hanno ragione a pretendere i documenti sui rifiuti e sono favorevole a dare quei chiarimenti che potrebbero essere utili anche per il Comune. Con Forza Italia, per ora, sembra più difficile trovare un accordo ma vedremo». A rischio c’è l’approvazione del consuntivo: «Sono positiva: servono buon senso e unità di intenti per governare una città. La politica non è fatta di capricci», avverte l’assessore, «ma anche di compromessi e noi, a differenza di altri partiti, non abbiamo mai chiesto teste di assessori per andare avanti».
Il sindaco, ormai un ex di Forza Italia che ha ringraziato il governatore Marco Marsilio per la vicinanza, potrebbe abbracciare Fdi? «Il sindaco è rinato da questa storia», conclude Di Biase, «è vero che noi siamo un partito inclusivo ma lui è una persona politicamente intelligente e, per ora, credo che resterà a guardare in attesa di fare una lista civica per le prossime amministrative. Il centrodestra ha bisogno di mettere insieme tutte le risorse e sono certa che Marsilio saprà essere garante terzo».