Di Campli (Fi): il Renzetti ha futuro solo in Val di Sangro

23 Novembre 2016

LANCIANO. «Sono i numeri ad indicare che la scelta migliore per il nuovo ospedale era verso la Val di Sangro». Il capogruppo in consiglio di Forza Italia, Graziella Di Campli, interviene in risposta...

LANCIANO. «Sono i numeri ad indicare che la scelta migliore per il nuovo ospedale era verso la Val di Sangro». Il capogruppo in consiglio di Forza Italia, Graziella Di Campli, interviene in risposta al consigliere del Pd, Angelo Laccisaglia, sulla questione del nuovo Renzetti. «Non bastano due consigli per parlare di sanità e soprattutto di come la pianificazione sanitaria regionale impatta sul Renzetti», dice la capogruppo, «dove ci sono reparti chiusi o semichiusi, liste di attesa sempre più lunghe, personale sempre più carente, dirigenti inesistenti. Il consigliere Laccisaglia può condividere e difendere la scelta della sua maggioranza, ma non può classificare come “polemica” la scelta di chi è fermamente convinto che il futuro del Renzetti sarebbe stato assicurato solo con la delocalizzazione su territorio di Lanciano verso la Val di Sangro. È una questione tecnico-numerica. Ortona, con i suoi 40.000 abitanti, per tradizione storico-culturale è rivolta a Chieti. Ad ogni modo la questione ora non è tanto la localizzazione ormai decisa, quanto come la pianificazione sanitaria regionale impatta sul nostro ospedale». Il Renzetti, evidenzia la Di Campli, ha problemi di reparti chiusi o in chiusura (Otorino, Urologia, Dermatologia), di liste di attesa sempre più lunghe, di personale sempre più carente. «I cittadini attendono risposte che sicuramente i due consigli comunali non hanno dato», chiude la consigliera, «è necessario, come ho nuovamente chiesto nell’ultima assemblea, che il sindaco garantisca, attraverso una commissione speciale, che l’amministrazione comunale sia protagonista nelle scelte sanitarie per il nostro territorio. Solo assicurando servizi di qualità i potenziali utenti guarderanno a Lanciano e non a Vasto o Chieti che già sono sicure del loro futuro». (t.d.r.)

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